Muore don Enzo Chiarini, una vita dedicata agli ultimi in Burundi

6 Dicembre 2019

Il missionario stroncato da un infarto in Africa dove aveva fatto costruire scuole e ospedali Aveva 76 anni di cui cinquanta trascorsi a portare aiuto, la salma rientrerà a Teramo

TERAMO. Ha dedicato la vita al prossimo tra le alte montagne del cuore dell’Africa. E nell’Africa che tanto amava è morto per un infarto. Don Enzo Chiarini, il sacerdote e missionario teramano conosciuto per il suo impegno in Burundi, è deceduto ieri mattina a 76 anni nell’ospedale della ex capitale Bujumbura dopo essere stato ricoverato la sera prima per una improvvisa crisi cardiaca. Le condizioni sono subito apparse preoccupanti tanto da valutare un trasferimento nella notte in un ospedale in Kenya, ma non c’è stato tempo.
La scomparsa ha lasciato attonite due comunità, quella abruzzese e quella del Burundi, legate al sacerdote che per cinquant’anni ha portato assistenza nella regione della Ryarusera grazie anche alla onlus da lui fondata “ Dapadu” (Dalla parte degli ultimi). Don Enzo era nato a Forcella, frazione di Teramo, e aveva svolto il suo primo incarico da sacerdote a San Pietro di Isola del Gran Sasso . Missionario «per caso» come lui stesso amava definirsi grazie all’intuizione dell’allora vescovo Abele Conigli che lo aveva invitato nel 1971 a lasciare Friburgo in Germania e a seguirlo nella missione, Chiarini era rimasto folgorato dalla bellezza della regione dei Grandi Laghi, ma ancor di più da quella gente «che ha più da dare che da ricevere» come aveva detto di recente in un’intervista al Centro. E per quella gente aveva superato guerre, dittature e difficoltà per dare loro una chiesa, un ospedale, scuole, ponti, strade, tre centri di mestiere, insegnato tecniche di coltivazione e consentito a tanti ragazzi di studiare. Era stato promotore, infatti, di un progetto con l'università di Teramo che ha permesso nel tempo a tanti giovani del Burundi di frequentare l'ateneo e di laurearsi come Nadia Ntaconayigize che nel marzo scorso è diventata dottoressa in bioscienze e tecnologie alimentari.
Con il suo entusiasmo contagioso aveva portato gioia nei villaggi ad alta quota che per anni aveva visitato con la sua inseparabile moto tanto da essere soprannominato il “missionario in motocicletta”. Ma non dimenticava i suoi amici di una vita che coinvolgeva nei suoi progetti. «Eravamo vicinissimi, oltre ad avermi cresimato, mi ha condotto lui verso l'impegno nelle missioni», ha confidato Egidio Casati dell’associazione Colibrì di Giulianova, «mi voleva portare in Burundi, io invece ero andato in Congo e in altre posti. Era la persona più buona del mondo, totalmente dedito al sociale e agli altri». Per don Giulio Marcone, coparroco del Cuore Immacolato di Maria di Teramo «don Enzo ha vissuto una vita tra gli ultimi ed è morto tra gli ultimi. Era un vulcano e ha fatto tantissimo per il Burundi che era parte della sua vita e non riusciva più a farne a meno. Negli anni scorsi io e l’allora vescovo Michele Seccia siamo stati a trovarlo e abbiamo visto con i nostri occhi quello che di straordinario era riuscito a realizzare». Don Enzo aveva ricevuto la cittadinanza onoraria del Burundi. «È difficile pensare che un uomo pervaso da tanta vitalità e passione sia improvvisamente scomparso lasciando un vuoto che non potrà essere colmato», ha detto il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto. «Perdiamo un padre spirituale, un maestro di vita il cui esempio, le sue parole e soprattutto le sue azioni non saranno dimenticate» ha commentato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. «Se ne è andato uno dei migliori figli dell’Abruzzo, un protagonista della grande storia solidaristica e cristiana nel senso più autentico, dell’Italia contemporanea», ha ricordato l'ex deputato Gianni Melilla. La salma verrà riportata in Italia e i funerali si svolgeranno in una data da definire nel Duomo di Teramo. La salma sarà tumulata, per volere della famiglia e del fratello Piero, presidente dell’associazione Teramo Nostra, nel piccolo cimitero di Forcella.
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