Nasce il comitato contro l’ospedale unico

4 Luglio 2017

Primo obiettivo: salvaguardare il presidio sanitario giuliese. Adesioni anche da Teramo, Roseto, Alba e altri centri

GIULIANOVA. L’ospedale di Giulianova deve tornare ad essere un presidio sanitario importante per tutta la costa teramana e parte delle aree interne e saranno i cittadini ad invertire la rotta dettata da certa politica che di fatto sta svuotando la struttura sanitaria giuliese. È questo, in sintesi, il progetto presentato ieri in conferenza stampa da Pablo Ghaderi, presidente e portavoce del comitato a difesa dell’ospedale, e da Fabio Raschiatore e Francesco Ripani esponenti del movimento, che oltre a delegati di Giulianova conta aderenti anche a Teramo, Tortoreto, Mosciano, Roseto, Notaresco e Alba Adriatica. «Saranno i cittadini consapevoli e responsabili a cambiare le sorti dell’ospedale di Giulianova», ha detto Ghaderi, «e per questo abbiamo deciso di organizzare presidi permanenti e iniziative per informare tutte le persone su quello che sta avvenendo realmente». Il primo presidio informativo sarà aperto proprio davanti al Maria Santissima dello Splendore, con un banchetto dove si potranno avere tutte le informazioni sui servizi che attualmente sono in funzione e di quelli che oramai non ci sono più. Ma non basta. Secondo i progetti del comitato i presìdi dovranno essere attivati in ogni città dell’area vasta e solo quando l’informazione sarà davvero capillare si procederà con una manifestazione pubblica per chiedere di migliorare i servizi e rafforzare l’offerta sanitaria sul territorio. «Fino ad oggi ci siamo fidati delle istituzioni», ha detto Raschiatore, «ma tutte le promesse fatte non sono mai state mantenute, per questo abbiamo deciso di scendere i campo, perché solo con una forte azione popolare riusciremo a far cambiare i progetti che prevedono l’ospedale unico per tutta la Provincia». «Sappiamo che l’ultima parola spetta al presidente della Regione», ha aggiunto Ghaderi, «non c’è nessun sindaco che può cambiare i progetti di smantellamento attraverso tavoli tecnici». Il comitato non chiede nuove strutture ma di salvaguardare l’ospedale costiero come presidio sanitario indispensabile di una popolazione di oltre 150 mila unità. I presidi informativi saranno attivati non appena ottenute le autorizzazioni da parte del Comune mentre a breve sarà chiesto un incontro con le sigle sindacali provinciali per ragionare anche sui livelli occupazionali in caso di ridimensionamento. «Ci siamo confrontati con tanti operatori che lavorano nell'ospedale e tutti hanno confermato il depotenziamento dei servizi a scapito della sicurezza dei cittadini», ha affermato Raschiatore. «Anche loro si sono detti dalla nostra parte, pronti a lottare per riavere un ospedale adeguato alle esigenze dell’area vasta». Il primo presidio informativo potrebbe già essere attivato durante la notte dello shopping di sabato 8 luglio organizzata dai commercianti del Lido.
Mirella Lelli
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