Nasce il comitato degli inquilini Ater

Per ora sono 150, ma il numero è destinato a crescere. Chiedono tempi brevi per l’avvio dei lavori
TERAMO. «L’unione fa la forza e noi insieme siamo pronti a far sentire la nostra voce»: gli inquilini delle case Ater di Teramo e non solo, sfollati dopo il terremoto, si sono ritrovati in un comitato che venerdì si è riunito per la prima volta. Per martedì è fissata una prossima riunione durante la quale saranno eletti i rappresentanti. Per ora sono più di 150, ma è un numero destinato ad aumentare visto che in tanti altri hanno preannunciato la loro adesione, anche da fuori Teramo. Il loro obiettivo è soprattutto quello di ottenere tempi brevi per l’avvio dei lavori di sistemazione delle tante palazzine Ater dichiarate inagibili dopo le scosse di terremoto. Chiedono che i vertici dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale avvii al più presto una progettazione per le opere di intervento da fare sugli immobili. Attualmente tutti gli sfollati sono in autonoma sistemazione in case in affitto e ogni giorno affrontano notevoli disagi. «Molti di noi fanno decine di chilometri al giorno per tornare a Teramo a lavorare e portare i figli a scuola», racconta uno di loro, «la situazione è veramente difficile. Per questo noi chiediamo che ci siano tempi certi. E’ evidente che la situazione non è facile e tutti noi nei siamo consapevoli, ma non vogliamo essere dimenticati». Nei giorni scorsi una rappresentanza degli inquilini ha avuto un primo incontro con i vertici dell’Ater per chiedere di conoscere i tempi delle procedure per l’avvio dei primi lavori. (d.p.)
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