Nasce il coordinamento dei ristoratori teramani

21 Aprile 2021

Aderiscono in più di trenta e incontrano il Comune per programmare iniziative Si lavora alla creazione di “vie del gusto” senz’auto dedicate all’enogastronomia

TERAMO. I ristoratori teramani si compattano e il Comune pianifica strategie per sostenere il settore e più in generale il commercio cittadino. Due giorni fa il neonato coordinamento dei ristoratori Città di Teramo, che raccoglie le principali professionalità e le maggiori sigle di rappresentanza del capoluogo (circa trenta aderenti, ma altri se ne aggiungeranno), si è presentato ufficialmente all'amministrazione comunale avviando un dialogo volto al rilancio e al sostegno del comparto. I ristoratori, coordinati dall’associazione Aria, sono stati ricevuti dall’assessore a turismo, commercio ed eventi Antonio Filipponi che ha fatto sue istanze e proposte del settore colpito duramente dal Covid. Dal confronto sono emersi spunti interessanti e l'assessore ha illustrato alcune delle idee che il Comune ha messo nero su bianco nel regolamento comunale che venerdì approderà in commissione.
«Abbiamo visto i ristoratori, dai più navigati agli emergenti, finalmente uniti: tutti compatti nel voler perseguire una strada comune. Questo è positivo anche perché avere un interlocutore che raggruppa tante voci agevola il dialogo», ha detto Filipponi, che fra le iniziative messe a punto nel nuovo regolamento ha inserito l'ipotesi di una no tax area: zero tasse per chi apre nuove attività in città. Tornando alla ristorazione, si lavora alle “vie del gusto”: strade da chiudere al traffico e dedicare all'enogastronomia. Un esperimento provato lo scorso anno che ha riscosso consensi, che piace agli operatori del settore e non solo. Con l'assessore al traffico Maurizio Verna, Filipponi sta pianificando la mappa del gusto. Ci sarà via Capuani, ma anche la ritrovata via Stazio che senza il tunnel a mutilarne spazi e visuale ha riconquistato fascino e fruibilità. Ancora: il Comune, su idea avanzata dal coordinamento, valuta la possibilità di concedere a commercianti e ristoratori contributi in conto capitale per l'acquisto di arredi da esterni che siano uniformi fra le diverse attività. Allestimenti simili fra loro che andrebbero a restituire una fotografia armonica del centro storico. Confermata intanto la proroga della gratuità del suolo pubblico fino al 31 dicembre per la collocazione di tavoli e sedute, e si valuta la possibilità di ampliare gli spazi concessi.
Iniziative pubbliche e sgravi fiscali: su questi due binari si gioca la rimessa in moto dell'economia cittadina. L'ingresso in zona gialla dal 26 aprile potrebbe rappresentare il primo passo verso una ripartenza intelligente, programmata e condivisa con gli attori del territorio. Di certo l'enogastronomia può rappresentare un volano per il rilancio della città. L'amministrazione ci crede e la creazione del marchio De.Co (la denominazione comunale di origine dei prodotti tipici) guarda proprio in questa direzione; anche Valerio Di Mattia, presidente di Aria, ne è convinto e parla della compattezza dei ristoratori come di «una grande occasione motivata dall’idea di rilanciare la cucina teramana attraverso un ampio coordinamento progettuale promosso dall’ente comunale e partecipato dalle imprese». «Teramo oggi è tornata ad essere una città enogastronomica in fermento che vede lo slancio innovativo di una nuova generazione di operatori affiancarsi alla più classica e preziosa proposta culinaria», si legge in una nota del coordinamento, «la profondità virtuosa del comparto della ristorazione cittadina, l’eleganza e il dinamismo del settore meritano di essere rivelati alla regione e al contesto nazionale». Il prossimo 4 maggio il coordinamento incontrerà di nuovo il Comune per proseguire il confronto sulla programmazione dei prossimi mesi.
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