Nasce il Costa blu, l’obiettivo è svecchiare il settore pesca

27 Settembre 2017

Il gruppo di azione locale, costituito con fondi europei, vuol creare imprese giovani e attirare turisti Bertoni: «Rivitalizzeremo questo mondo su tutta la costa teramana puntando all’innovazione»

GIULIANOVA. E’ possibile attrarre più giovani nel mondo della pesca per garantire il ricambio generazionale e la nascita di nuove imprese nella filiera ittica? Si riuscirà ad innovare il settore collegandolo di più e meglio al mondo del turismo e del prodotti tipici locali? La sfida è aperta grazie ai finanziamenti che l’unione europea ha destinato alle regioni italiane con il programma Feamp da spendere nell’annualità 2014-2020. Nei comuni costieri della provincia di Teramo le azioni per valorizzare, creare occupazione e promuovere l’innovazione nella filiera dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura sono curate dal Flag Costa Blu, il gruppo di azione locale che ieri ha presentato ufficialmente lo staff operativo nella conferenza stampa a cui hanno partecipato anche l’assessore regionale alla pesca e demanio Dino Pepe, l’assessore provinciale delegata al porto Federica Vasanella, l’assessore al demanio e ambiente del Comune di Giulianova Fabio Ruffini e il presidente dell’Ente Porto di Giulianova Marco Verticelli.
«L’obiettivo del Flag Costa Blu è rivitalizzare l'economia della pesca nell'area costiera della provincia di Teramo, facendo cooperare di più attori pubblici e privati», ha detto il presidente Nino Bertoni, «con gli enti partner vogliamo infatti costituire un polo della pesca locale che coinvolga le istituzioni di ricerca, gli enti locali, le imprese del turismo e le associazioni del settore, per fare in modo che la pesca tradizionale possa adattarsi alle mutate esigenze con nuovi prodotti di qualità certificata, innovative modalità di commercializzazione e un’attenta gestione delle risorse ambientali». Il gruppo di azione locale, attivo già nel periodo di programmazione 2007-2013, deve ora rafforzare lo sviluppo a lungo termine delle zone di pesca e migliorarne la qualità della vita integrando azioni rivolte alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio.
«Aiuteremo la commercializzazione e l’innovazione del pescato», dice il direttore del Flag Donatella D’Andrea, «con eventi tesi a valorizzare la filiera della pesca, realizzeremo mercati innovativi nelle zone portuali, avvieremo una collaborazione tra operatori del turismo e della pesca per progetti che favoriscano la diffusione di una gastronomia basata sul nostro pescato e supporteremo gli enti locali per la valorizzazione turistica del territorio». Il programma prevede anche lo sviluppo di una collaborazione tra produttori agricoli e pescatori. «Dobbiamo migliorare la redditività con il contributo della ricerca e dell’innovazione», ha detto Barbara Zambuchini responsabile dell’animazione territoriale del Flag, «La sfida è rinnovare l’immagine del mondo della pesca e creare nuove imprese nella filiera ittica».
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