Nasce l’Usb e dà battaglia: «L’Hatria ignora i lavoratori»

18 Gennaio 2019

TERAMO. L’Usb si è costituita all’Hatria. L’Unione sindacale di base annuncia la propria presenza nell’industria di ceramiche di Sant’Atto. L’Usb ha rilevato un forte disagio nelle maestranze per l’in...

TERAMO. L’Usb si è costituita all’Hatria. L’Unione sindacale di base annuncia la propria presenza nell’industria di ceramiche di Sant’Atto.
L’Usb ha rilevato un forte disagio nelle maestranze per l’inesistenza delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda. «L’azienda non ha la capacità di costruire un rapporto con le maestranze», esordisce Luigi Iasci, responsabile dell’Usb Abruzzo, «e la fiducia nei sindacati confederali è venuta meno: è un segnale importante, a cui sindacati e azienda dovrebbero prestare attenzione».
Armando Nevoso, coordinatore del lavoro privato per l’Usb di Teramo, sottolinea che l’Unione ha fatto richiesta di un incontro «all’azienda, per parlare di sicurezza sul lavoro e di prospettive di sviluppo del sito, ma non abbiamo ottenuto nemmeno risposta. Noi siamo pronti ad iniziative importanti per ristabilire dei rapporti fra le parti, l’azienda ha l’obbligo di dialogare con le maestranze. Non è più possibile stare fermi. Abbiamo anche chiesto il ripristino dei buoni pasto. Anche in questo caso non abbiamo ottenuto alcuna risposta». Sia Iasci che Nevoso parlano di future iniziative di protesta e anche della possibilità di vagliare se si ravvisa una condotta antisindacale con un avvocato.
Peraltro l’Usb, che al momento conta una ventina di iscritti, dice che pare che l’azienda abbia recuperato mercato. Si tratta di sensazioni, visto che è impossibile un confronto con la direzione aziendale, supportate anche dal fatto che alcuni lavoratori sono stati spostati sulle nuove linee di produzione quelle per la multinazionale Grohe.
C’è da ricordare che l’Hatria, acquisita nel 2014 da un fondo di investimento americano, il Cobe Capital, si è barcamenata senza investimenti che ne consentissero il rilancio fino al luglio 2017, quando furono annunciati 55 licenziamenti, effettuali a novembre dopo una lunga stagione di scioperi. Ventidue licenziati poi sono stati riassunti con contratti precari, prova che forse la decisione presa era stata drastica e che si sarebbe potuto ridurre il numero degli esuberi. Ora l’obiettivo dell’Usb è «ripristinare la democrazia in Hatria». (a.f.)