Nasce la centrale operativa a cui chiedere aiuto da casa

22 Aprile 2020

La Asl prepara la “fase 2”, la struttura coordinerà gli interventi sul territorio

TERAMO. Una curva discendente che fa ben sperare. Continua in provincia di Teramo a scendere il numero dei ricoverati: ieri alle 16,30 erano 60: 14 a Teramo (di cui cinque in Rianimazione) e 51 ad Atri (quattro in Rianimazione. Ieri sono stati cinque i dimessi, di questi quattro sono stati mandati a casa (due erano negativi). Uno è stato mandato alla Rsa di Giulianova: si tratta una paziente di Montorio dimessa dal Mazzini. E’ la prima degente della struttura dedicata ai malati Covid in via di guarigione.
Migliora anche la situazione dei malati in isolamento domiciliare: dei 489, 67 sono guariti. E di questi ultimi, 27 sono di Teramo, in buona parte personale dell’ospedale che ora è negativo e che è tornato al lavoro.
Due i decessi attribuibili al coronavirus: una donna di 71 anni di Pescara, morta lunedì sera ad Atri, e un uomo di 64 anni residente a Notaresco, deceduto ieri, sempre ad Atri.
D’ALBERTO. Ieri il report della Regione riportava nessun nuovo caso in provincia di Teramo. «E’ la seconda volta in una settimana, ne ho parlato in prefettura lunedì: è perchè in una giornata sono stati fatti pochi tamponi, 115. La vera domanda è: quanti tamponi vengono fatti su quante teste? All’inizio sono stati fatti senza una strategia di fondi, ora si sta cercando di definire un percorso, anche perchè la disponibilità è limitata», osserva il sindaco Gianguido D’Alberto. Sui rapporti per certi versi tesi fra Asl e Comune, D’Alberto annuncia che in settimana incontrerà il direttore generale Maurizio Di Giosia «iniziando un percorso di dialogo per affrontare insieme alcune questioni». Sempre sui tamponi, per fortuna negativi, alla casa di riposo di Teramo, il sindaco si congratula pubblicamente con i vertici della “De Benedictis” per aver saputo adottare tempestivamente misure di sicurezza.
LA CENTRALE OPERATIVA. La Asl ha deliberato ieri la creazione di una centrale operativa che coordinerà tutti gli interventi sul territorio su pazienti positivi, sospetti e “fragili”. E fungerà anche da raccordo fra il territorio e gli ospedali. In sostanza sarà uno snodo basilare per l’organizzazione dell’assistenza in ambito Covid.
«La centrale operativa è la più grossa operazione sul territorio finora messa in campo, che ci prepara alla cosiddetta fase 2», spiega Di Giosia, «è la scommessa del futuro per gestire e arginare la pandemia. Il focus adesso si sta spostando sul territorio. Ci avvarremo anche del supporto tecnologico che ci ha fornito, in riuso, la Regione Lombardia». Dalle Usca ai tamponi, dall’assistenza domiciliare ai medici di base, tutto sarà coordinato dalla centrale operativa. Ci sarà un numero unico a cui il paziente si potrà rivolgere, e lo staff poi farà la segnalazione alla struttura che si dovrà attivare ricorrendo, se serve, anche alla telemedicina. Responsabile della centrale operativa è Giandomenico Pinto e comprenderà anche tre medici di base. L’attivazione è prevista entro fine mese.
VISITE ED ESAMI. Dal 27 la Asl riparte con le prestazioni ambulatoriali. Il Cup accetterà le prescrizioni di tipo U (da eseguire entro 72 ore) e B (le urgenze brevi, da eseguire entro 10 giorni). In sostanza riprendono le prestazioni urgenti (del tipo finora non garantito) come visite specialistiche, esami radiologici e di gastroenterologia. Il tutto nel rispetto dell’ultima ordinanza della giunta regionale. Gli orari saranno diluiti – dalle 8 alle 20 – in modo da evitare assembramenti. La Asl sta stabilendo in queste ore in quali strutture si svolgeranno, certamente in alcuni distretti. In sostanza riprenderà circa un 15% delle prestazioni ambulatoriali.
PAGAMENTI AL 118. La direzione strategica della Asl, in attesa di riprendere le attività di verifica sulle ore effettuate, ha deciso comunque di autorizzare il pagamento delle prestazioni aggiuntive eseguite dal personale del servizio 118 nell’ultimo quadrimestre del 2019. Il pagamento, all’esito delle successive verifiche, verrà conguagliato in caso di risultati negativi (parziali o totali). «Si tratta di un segnale di attenzione dell’azienda, in particolare nei confronti del personale che da sempre opera in prima linea sulle emergenze e che sta continuando a farlo anche e soprattutto durante questa terribile pandemia», si legge in una nota dei vertici Asl.
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