Nasce la comunità di recupero per drogati con disturbi psichici

23 Gennaio 2016

Cellino, i lavori sono quasi ultimati, ora manca l’appalto della gestione. E’ l’unica del genere in Abruzzo ProFeta: in vista anche ristrutturazione e riorganizzazione dei poliambulatori di Bisenti e Cermignano

CELLINO ATTANASIO. E’ ormai quasi pronta la comunità terapeutica di Cellino Attanasio. Sarà una comunità speciale, che non ha eguali in tutto l’Abruzzo: ospiterà tossicodipendenti con disturbi psichici.

«Si tratta di uno stabile in cui la vecchia Asl di Atri avrebbe voluto aprire un distretto», spiega Valerio Profeta, direttore del dipartimento di assistenza sanitaria territoriale della Asl, «ma non fu mai completato. Poi la Asl ha ripreso i lavori e nel 2009 lo stabile era finito, c’erano anche gli arredi. Nel frattempo è cambiata la normativa antincendio e sono stati necessari altri lavori, che stiamo ultimando ora. Il ritardo è dovuto anche al fatto che per tre anni non si è potuta fare alcuna immobilizzazione, per il piano di rientro. Sono partiti 7-8 mesi fa e ora sono in dirittura d’arrivo». Entro sei mesi la comunità aprirà. «Stiamo facendo ora la nuova gara per affidarne la gestione», aggiunge il dirigente.

La comunità sarà diversa rispetto alla “Sant’Andrea” chiusa, sempre a Cellino, nell’agosto scorso dai Nas per carenze strutturali e mancanza di agibilità. «Noi vorremmo fare una piccola trasformazione, andando a operare nell’area specialistica a doppia diagnosi (cioè droga e disturbi psichici, ndr). In Abruzzo questo tipo di struttura non esiste e siamo costretti a rivolgersi fuori regione, sebbene questa tipologia di pazienti sia in grande aumento». E questo sia perchè l'uso di alcune droghe, ad esempio la cocaina, porta all'insorgere di problemi psichici, ma anche perchè - all'inverso - molti giovani che hanno un forte disagio psicologico alla fine fanno uso di droghe. La comunità “a doppia diagnosi” sarà da 20 posti letto.

Ma lo stesso stabile di Cellino, in un’ala al pianterreno, ospiterà il fulcro di un’altra riorganizzazione che Profeta sta studiando. Riguarda la zona della Vallata del Fino che ha, o meglio aveva, tre sedi distrettuali periferiche: Bisenti, Cermignano e Cellino. Perchè non solo le attività si sono via via ridotte, ma anche perchè i Nas qualche mese fa hanno rilevato parecchie carenze strutturali. «Ora utilizzeremo le nuove aggregazioni funzionali territoriali», afferma Valerio Profeta, «per numero di abitanti e per la loro localizzazione in un ampio territorio non si può aprire un’Uccp. Faremo qualcosa di un po' diffuso: nelle tre sedi ci saranno i medici di medicina generale che non attueranno una copertura del servizio su 12 ore in ogni sede, ma fra i tre servizi si garantirà la presenza h 12. In caso di bisogno i pazienti si sposteranno». I poliambulatori ospiteranno, oltre ai medici di base, i pediatri di base, e a rotazione cardiologo, ortopedico e neurologo. «Queste specialistiche perchè c’è una prevalenza di popolazione anziana. Cercheremo di renderle il più efficenti possibile rispetto a quello che è stato finora. Ad esempio magari si potrebbero anche fare ecografie: ci sono ecografi portatili molto efficienti».

Tutto questo però si concretizzerà a fine 2016. «I lavori da eseguire sono ingenti», annuncia infatti il dirigente, «a parte Cellino, da una prima stima sono necessari 250mila euro per Cermignano e 350mila per Bisenti. Abbiamo fatto richiesta di utilizzare i fondi Por per cure primarie. Bisogna fare progettazione di massima, computo metrico, la gara per lavori. Prima dell’estate non sarà possibile iniziare i lavori. Intanto ra due volte a settimana gira in zona un camper attrezzato per i prelievi, quello usato anche per percorso senologico».

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