Nasce “Teramo e Recovery fund” il Comune raccoglie idee e progetti

L’ente apre una “cartella” sul proprio sito in cui enti, associazioni e istituti di ricerca del territorio possono inserire piani e proposte da discutere. Il sindaco: «Voglio programmi da qui a venti anni»
TERAMO. Dopo aver dato vita a una cabina di regia istituzionale, con l’obiettivo di coordinare con coerenza e organicità le opportunità offerte dal Recovery fund e dagli altri strumenti di finanziamento disponibili, il Comune di Teramo lancia un contenitore virtuale dove far confluire tutte quelle idee progettuali proposte da enti, associazioni e istituti presenti in città che, se ritenute successivamente cantierabili, saranno proposte a finanziamento.
Sulla homepage del sito ufficiale dell’ente è stata inserita un’apposita sezione denominata “Teramo e Recovery fund”, dove registrandosi i portatori di interesse potranno presentare la loro idea progettuale e iscriversi a uno o più tavoli tematici che successivamente faranno una prima sintesi elaborando specifici progetti. A presentare il secondo step del percorso avviato con la creazione del tavolo istituzionale, dal quale sono già arrivate già alcune ipotesi progettuali sulla digitalizzazione e la mobilità sostenibile, è stato ieri mattina il sindaco Gianguido D’Alberto insieme ai consiglieri delegati Massimo Speca e Piergiorgio Passerini. «Il nostro obiettivo è quello di mettere in campo una progettazione organica che va dal 2021 ai prossimo 20 anni», sottolineato il primo cittadino, «raccogliendo tutte le proposte che arrivano da enti, associazioni, istituti di ricerca presenti sul territorio, aprendo un dialogo con la città e arrivando in tempi rapidi, al massimo entro marzo-aprile, a una pianificazione strategica che riesca a cogliere le opportunità del momento che non si esauriscono solo nel Recovery fund, ma che comprendono anche altri strumenti come il contratto istituzionale di sviluppo e la programmazione europea 2021-2027». A illustrare lo scopo dell’iniziativa anche il consigliere delegato Speca. «Quella che abbiamo immaginato, tecnicamente, è una “call to action”» spiega, «ovvero un sistema attraverso il quale invitiamo tutte le istituzioni e il terzo settore a partecipare a una fase progettuale per una visione di Teramo città capoluogo. Attraverso l’apposito link presente sul sito ci sarà la possibilità di iscriversi a uno o più tavoli, divisi in base alle diverse “mission” del Recovery fund e di presentare dei progetti che in una fase successiva verranno declinati e armonizzati sugli stessi tavoli». Lo scopo è quello di avere, alla fine di questo percorso, un documento unico progettuale per il Recovery e un secondo extra Recovery, di lungo respiro, con progetti da finanziare attraverso tutti gli altri strumenti, come la programmazione europea o il contratto di sviluppo. «Sicuramente nel Recovery andranno la pianificazione culturale e archeologica della città», conclude D’Alberto, «e voglio sottolineare come la nostra iniziativa si inserisca nel dialogo con la Provincia». (a.m.)
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