Nasce un comitato anti-antenne

Allarme in città dopo l’installazione di un nuovo ripetitore
MARTINSICURO. Sono giorni di fibrillazione dopo che in via delle Messi, zona nord di Villa Rosa, è spuntato un nuovo ripetitore della telefonia mobile, attaccato a un’altra antenna già esistente ma alto circa 4 metri in più e con una circonferenza maggiore. La preoccupazione che l’impianto potesse ospitare la nuova tecnologia 5G, della quale a Martinsicuro è vietata la sperimentazione, ha sollevato la preoccupazione di molti anche se dal municipio fanno sapere che si tratta di un’antenna sorta per un adeguamento sismico e che quella precedente verrà demolita. Preoccupazioni che hanno fatto nascere un movimento cittadino chiamato "Antenne Sicure", costituitosi giovedì scorso. «I cittadini di Martinsicuro», si legge nella nota del neonato comitato presieduto da Concetto Di Francesco, ex segretario cittadino dell’Udc, «allarmati di quanto sta accadendo sul territorio comunale riguardo strane manovre sull’apposizione e/o sostituzione di antenne pericolose per la salute di tutta la cittadinanza, hanno deciso di costituire un comitato per la salvaguardia di diritti che tutti gli abitanti devono assolutamente garantirsi. Il comitato intende intraprendere tutte le iniziative necessarie volte alla prevenzione e alla tutela della cittadinanza dalle emissioni elettromagnetiche e da altre fonti di inquinamento. Si invita la popolazione alla partecipazione attiva affinchè ogni tentativo di manomissione e/o di aggressione all'ambiente possa essere immediatamente sventato».
La nuova antenna ha portato anche a una nota congiunta dei sei consiglieri di minoranza, secondo i quali la messa in sicurezza della stazione radio, per quanto autorizzata da tutti gli enti coinvolti nel 2019, «merita attenzione» per «il notevole impatto della nuova struttura sulla strada interessata», per «la mancata adozione del piano antenne, strumento di programmazione non più rinviabile, ma anche e soprattutto per i tentativi degli esponenti di questa maggioranza di giustificare l’intervento in maniera frammentaria».
Sandro Di Stanislao
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