Nasce un comitato che si oppone allo spostamento del tribunale

5 Maggio 2022

È promosso da avvocati e boccia in partenza l’idea lanciata dal consigliere comunale del Pd Pilotti che è sul tavolo dell’amministrazione. Il portavoce Navarra: «Non si può andare nella ex Villeroy»

TERAMO. «Io e altri avvocati abbiamo costituito un comitato che si batterà per difendere e valorizzare l’edificio storico del tribunale di Teramo». L’iniziativa è annunciata al Centro da Tommaso Navarra ed è la risposta a quanto proposto giorni fa pubblicamente, attraverso il nostro giornale, dal consigliere comunale del Pd (anch’egli avvocato) Luca Pilotti. Che ha messo sul tavolo della maggioranza retta dal sindaco Gianguido D’Alberto la proposta di realizzare un nuovo palazzo di giustizia nell’area ex Villeroy della Gammarana, previa trattativa con il gruppo Gabrielli che ha acquistato quello spazio anni fa.
LA VISIONE STRATEGICA
Navarra spiega le ragioni del no al trasferimento, non prima di aver premesso che «le infrastrutture materiali sono importanti ma le soluzioni decisive le danno le infrastrutture umane, è chiaro che la carenza dell’organico amministrativo e dei magistrati è il primo tema da affrontare soprattutto se il dato della pendenza e delle sopravvenienze è di gran lunga superiore ai dati delle altre province». Il neonato comitato, spiega Navarra, ritiene che «il discorso dev'essere portato su un piano generale, di visione strategica della città, partendo dal dato che Teramo fin dalla fondazione fenicia vive tra i due fiumi. Tutto ciò che viene portato oltre i fiumi vuol dire penalizzare il centro storico, che è oggi in grande difficoltà. Questo del palazzo di giustizia è l'ultimo presidio di vitalità presente nelle immediate adiacenze della pianta storica. La posizione attuale consente ai colleghi che vengono da fuori di raggiungere con una passeggiata il centro e di vedere e fruire la bellezza della nostra città e i suoi servizi, ad esempio la qualità della ristorazione. E, sempre in termini di visione generale, se questa città 40 anni fa ha fatto una scelta strategica ragionata di allocare a Porta Madonna servizi strategici come Catasto, tribunale e Camera di commercio, ora non è possibile ripensare solo un aspetto. Quella è una zonizzazione di servizi e uffici pensata e voluta».
IL PALAZZO ATTUALE
Navarra evidenzia anche che «il palazzo di giustizia è l'unico palazzo di architettura moderna che ha questa città ed è citato in tutti i libri di architettura come uno dei massimi esempi di architettura modernista in funzione giudiziaria. È chiaro che con il corso degli anni è stato provato nell'efficienza, perché prima era il punto di raccordo di una serie di Procure e uffici giudiziari sparsi sul territorio, c'era una giustizia di prossimità totalmente efficiente che purtroppo è venuta meno, e quindi gli spazi, diversamente da ora, erano del tutto adeguati».
LA PROPOSTA
Sul “che fare” Navarra e i colleghi del neonato comitato hanno le idee chiare: «Innanzitutto salvaguardare una struttura imponente e di significato riportandola alla monumentalità originaria e poi creare nelle immediate vicinanze moduli strutturali adeguati alle nuove esigenze. Il Comune alle spalle del tribunale ha vaste proprietà che vanno dall'autorimessa a tutta una zona verde di raccordo che è enorme. Lasciando la Procura dov'è e le aule d'udienza dove sono, potremmo trasferire gli uffici in quest’area comunale. C'era già un progetto per metterci l'archivio, e c’era il project financing della Straferro che avrebbe costruito 140 appartamenti facendo in cambio il nuovo teatro. Il Comune, in quell’area, rispetterebbe le scelte urbanistiche fatte negli anni e dovrebbe soltanto trovare i fondi. Cosa ben più complessa invece è andare alla ex Villeroy, perché quell’area ha una funzione totalmente diversa (di sviluppo commerciale), è di proprietà privata e sui capannoni c'è un vincolo di archeologia industriale. In generale», conclude Navarra, «in questa città non possiamo procedere occupando spazi nuovi e creando dei “non luoghi” negli edifici dismessi. Si parla di un museo nell’attuale tribunale? Ma se non riusciamo ad aprire la pinacoteca, figuriamoci gestire un colosso come questo!».
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