Nascerà una Fondazione dei guariti

Tra gli ideatori c’è il sindaco di Montefino, Piccari: l’obiettivo è donare il plasma a scopi terapeutici e sperimentali
TERAMO. C’è un prima e c’è un dopo nella vita di chi ce l’ha fatta, la consapevolezza che nulla sarà come prima. Lo sanno bene i guariti da Covid-19 molti dei quali si riuniranno in una Fondazione con l’obiettivo di donare il plasma a fini terapeutici e sperimentali. Tra gli ideatori c’è il sindaco di Montefino e medico di base Ernesto Piccari contagiato, ricoverato in ospedale, e da poco definitivamente guarito dopo la certezza di due tamponi negativi. Che sull’argomento mantiene uno stretto riserbo dicendo solo: «Ci stiamo lavorando». La Fondazione, che nasce simbolicamente proprio nella zona rossa della Val Fino, sarà collegata all’ospedale di Atri. Un progetto, quello della sperimentazione dell’utilizzo del plasma del sangue di chi è guarito per curare chi è ancora ammalato, attualmente già in corso in molti ospedali del nord: Cremona, Pavia e Mantova. Da trent’anni almeno, infatti, si utilizza il plasma dei guariti per combattere i virus: è già accaduto con la Sars nel 2002 e con la Mers nel 2012.
E da ieri, dopo un mese di isolamento, primo tampone negativo per il sindaco di Castiglione Messer Raimondo Vincenzo D’Ercole. «Ora dovrà ripeterne uno per avere la conferma», dice il primo cittadino del piccolo comune della vallata del Fino che con le sue 14 vittime detiene un drammatico primato, «e se anche quest’ultimo dovesse ssere negativo potrò finalmente tornare al lavoro in municipio». Lavoro che il giovane primo cittadino (uno dei più giovani in Italia con i suoi 30 anni) non ha mai interrotto nemmeno in quarantena. «Un lavoro di squadra con tutta l’amministrazione», dice, «per affrontare uno dei momenti più drammatici della nostra comunità. Ma ora ci auguriamo di poter guardare al futuro con qualche speranza in più senza dimenticare chi purtroppo non ce l’ha fatta».
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