Naselli, no al processo a Teramo Sarà giudicato a Vibo Valentia

11 Giugno 2021

Il tribunale di Catanzaro accorpa il procedimento a quello in corso per l’ex parlamentare Pittelli La difesa del tenente colonnello annuncia un ricorso in Cassazione contro il provvedimento  

TERAMO. Gli avvocati difensori avevano sollevato l’eccezione dell’incompetenza territoriale chiedendo che il processo all’ex comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Naselli fosse spostato a Teramo. Il tribunale di Catanzaro ha accolto l’eccezione ma ha spostato il procedimento a Vibo Valentia dove da sei mesi è in corso il giudizio immediato all’ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, l’uomo a cui Naselli è accusato di aver rivelato segreti d’ufficio nell’ambito della maxi inchiesta sulla ‘ndrangheta del procuratore Nicola Gratteri.
È un provvedimento, quello depositato ieri dai giudici del tribunale di Catanzaro, destinato a portare nuovamente il caso in Cassazione. Gli avvocati dell’ex comandante, Gennaro Lettieri e Giuseppe Fonte, infatti annunciano ricorso alla Suprema Corte sollevando già tutta una serie di aspetti procedurali. A cominciare dal fatto che gli atti sarebbero stati inviati al tribunale senza tornare prima, così come stabilisce la procedura, alla Procura per i passaggi obbligati dell’avviso di conclusione delle indagini e della successiva richiesta di rinvio a giudizio. Questione a cui si aggiunge anche il fatto che il processo in corso al tribunale di Vibo Valentia è iniziato ormai sei mesi fa e quindi con una serie di atti e testimonianze già facenti parte del fascicolo del dibattimento. Ma al di là dei tecnicismi giuridici, che saranno esaminati nelle sedi competenti, la vicenda di Naselli resta un caso giudiziario dopo che prima la Cassazione e poi il gup, in sede di udienza preliminare, hanno stabilito che non c’è connessione con il procedimento di Pittelli. L’ex comandante provinciale dei carabinieri è a processo per rivelazione di segreti d’ufficio dopo che la Cassazione ha escluso l’aggravante mafiosa mettendo nero su bianco che il militare non ha voluto favorire la ’ndrangheta. Cosa ribadita dal gup Claudio Paris che a dicembre ha rinviato a giudizio il tenente colonnello escludendo l’aggravante mafiosa e stabilendo che non c’è stata connessione con i fatti contestati dalla Procura di Catanzaro all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Pittelli nell’ambito della maxi inchiesta Rinascita Scott. Oltre all’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio a Pittelli, Naselli risponde anche di abuso d’ufficio. Accuse che l’ufficiale dei carabinieri ha respinto davanti al Riesame con i magistrati di questo tribunale che, all’epoca dei fatti, hanno ritenuto insussistenti due ipotesi di reato relativi alla rivelazione del segreto d’ufficio preservando la rivelazione del segreto solo per un procedimento amministrativo all’epoca in corso alla prefettura di Teramo.
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