«Nautica in ripresa ma a Giulianova resta penalizzata»

Secondo il responsabile del cantiere navale Ruffini mancano servizi per i diportisti e spazi per le grandi barche
GIULIANOVA. Un grido di allarme si leva dalla banchina di riva del bacino portuale giuliese. Angelo Ruffini, responsabile del Cantiere navale Giulianova di Marco Ruffini, chiede attenzione per il settore che ha attraversato un periodo travagliato a causa dei provvedimenti legislativi e fiscali che hanno mortificato il comparto della nautica da diporto. «A causa del brutto periodo ancora in corso e dell'elevato costo degli operai, soprattutto sotto il profilo contributivo», dice Ruffini, «non riusciamo ad assumere ulteriore mano d'opera di cui avremmo bisogno. Fino a qualche anno fa contavamo su una forza lavoro di 25 unità scese oggi a 5, un minimo storico. Avremmo bisogno di tre operai, ma aspettiamo che la leggera ripresa che si avverte registri un consolidamento definitivo». Ruffini è comunque fiducioso nella nuova gestione dell'Ente porto e nel presidente Marco Verticelli: «Lo ritengo all'altezza e capace di reperire finanziamenti europei per il buon andamento delle strutture portuali. A Giulianova è latitante una valida politica per fornire supporto ed assistenza ai diportisti. Un diverso atteggiamento favorirebbe in maniera più che positiva il turismo. Sono addirittura assenti i servizi igienici ed una sala d'attesa, un tempo sopperiti dalla presenza di un bar non più in funzione». Secondo Ruffini, per voltare pagina, occorrerebbero innanzitutto almeno 25 posti barca per natanti dai 13 ai 22 metri: «Al momento esiste principalmente una nautica povera», sottolinea, «che non ripaga in maniera concreta gli sforzi ed il capitale che viene investito». Ruffini sostiene che nonostante ci sia una certa ripresa del settore nautico c’è ancora diffidenza verso l'acquisto di nuove imbarcazioni per timore del fisco: «Chi può si rivolge al mercato estero per il noleggio di imbarcazioni di lusso da 13 metri in poi senza lasciare tracce». Secondo lo steso responsabile del cantiere si avverte una chiara perdita di crescita tecnologica con ripercussioni negative sull'occupazione. Fa notare Ruffini che nel 2006 il 7% del Pil era dato dalla cantieristica, mentre nel 2017 si registra nel settore il 99% di fallimenti a causa degli interventi governativi che hanno colpito duramente il mondo delle imbarcazioni da diporto. «Occorrono incentivi, promozioni e non solo tasse», afferma. Poi, sulle condizioni del porto aggiunge: «Il pescaggio all'interno del bacino si è ridotto ulteriormente, forse a causa del nuovo braccio appena realizzato. Per varare una imbarcazione di una certa dimensione occorre attendere obbligatoriamente l'alta marea. Ho da mettere in acqua una vela con chiglia da 3,20 metri e sinceramente non so come fare».
Alfonso Aloisi
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