Necropoli nell’area Globo «C’è ancora tanto da scavare»

La Soprintendenza: «Indagini allo stato embrionale, dobbiamo capire di cosa si tratta» In base al valore della scoperta si deciderà se e come modificare il progetto edilizio
TERAMO. Gli archeologi hanno ancora molto da scavare nell’area della Gammarana che ospiterà la nuova sede del grande magazzino Globo. La scoperta di una decina di tombe romane, durante i lavori di allestimento dell’area industriale ex Adone, che al momento è il più grande cantiere edile aperto in città, ha aperto un fronte di ricerche e di studi molto più ampio e articolato. A confermarlo è il funzionario della Soprintendenza regionale archeologica Glauco Angeletti. «L’esame di quella zona è ancora in uno stadio embrionale», fa sapere, «bisogna ancora capire di cosa si tratta con esattezza». I primi ritrovamenti evidenziano la presenza di una necropoli risalente al II-III secolo dopo Cristo, ma l’insediamento potrebbe rivelarsi più complesso. Di sicuro c’è, come sottolinea Angeletti, che gli scavi hanno portato alla luce «un’area importante da scavare».
Finora è stata sondata solo una parte del terreno che ospitava l’azienda metalmeccanica Adone e sul quale la Cosmo srl dell’imprenditore Nicola Di Nicola oltre al grande magazzino Globo aprirà altri spazi commerciali, appartamenti, parcheggi e un’area verde. Al momento non è possibile prevedere se proprio quest’ultima possa essere riconvertita in area archeologica o se sarà necessaria una variante sostanziale al progetto di trasferimento del punto vendita che attualmente si trova in viale Crispi, di fronte alla stazione ferroviaria. Questo dipenderà dalla valenza che la Soprintendenza, presente nel cantiere con propri archeologi, attribuirà ai reperti affiorati dal terreno. «Non si tratta di un lavoro di routine», precisa Angeletti, «dobbiamo accertare con esattezza di cosa si tratta e ragionare sugli interventi possibili».
A metà della settimana entrante, secondo il funzionario, il quadro sarà completo e si potranno indicare le eventuali soluzioni. Nel frattempo l’intervento avviato dalla Cosmo srl è andato avanti. Per un paio di mesi, dopo le prime scoperte archeologiche, i lavori di bonifica dell’area sono proseguiti senza interruzioni, ma negli ultimi giorni il cantiere si è fermato. Il committente auspica di poter realizzare il progetto autorizzato dal Comune e che riqualificherebbe l’ex sito industriale in abbandono da anni e degradato. L’intervento, se la Soprintendenza riterrà meritevoli di tutela i reperti individuati finora e quelli che potrebbero emergere nel prosieguo delle indagini, dovrà necessariamente subire modifiche. Si tratterà anche di stabilire quale grado di salvaguardia sarà dettato per la necropoli, composta per ora da tombe cosiddette “a cappuccina” per la conformazione della copertura in tegole della fossa che ricorda il cappuccio di un frate dell’omonimo ordine francescano. A seconda del responso, insomma, il lavori potrebbero subire rallentamenti più o meno gravi.
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