Negati i domiciliari in comunità Simone Santoleri fa ricorso

GIULIANOVA. Simone Santoleri ricorre al tribunale del Riesame dopo che quello teramano ha respinto la sua richiesta di domiciliari. L’uomo, a processo con il padre Giuseppe con l’accusa di aver...
GIULIANOVA. Simone Santoleri ricorre al tribunale del Riesame dopo che quello teramano ha respinto la sua richiesta di domiciliari. L’uomo, a processo con il padre Giuseppe con l’accusa di aver ucciso la mamma Renata Rapposelli, nei giorni scorsi ha chiesto di lasciare il carcere di Pescara per essere posto agli arresti domiciliari nella comunità di don Benzi, a Rimini, «per mettersi al servizio degli altri».
La richiesta è stata respinta dai giudici della corte d’assise (presieduta da Flavio Conciatori a latere Lorenzo Prudenzano) davanti a cui è in corso il processo. A motivare il provvedimento di diniego il rischio di reiterazione del reato. Di diverso avviso gli avvocati difensori Gianluca Reitano e Gianluca Carradori. Secondo i legali, infatti, le esigenze cautelari non esisterebbero più e per questo ieri mattina hanno presentato il ricorso, tecnicamente un appello cautelare, al tribunale del Riesame dell’Aquila che dovrebbe pronunciarsi entro qualche settimana.
Intanto per il prossimo 10 febbraio è in programma una nuova udienza del processo nel corso della quale dovrebbero essere sentiti gli ultimi testi della Pubblica accusa rappresentata dal pm Enrica Medori. Compariranno in aula alcuni carabinieri del comando teramano impegnati, all’epoca delle indagini, nella raccolta di alcune intercettazioni ambientali e negli accertamenti fatti sulla vettura dei due che, secondo l’accusa, sarebbe stata usata per trasportare il cadavere della donna in una scarpata di Tolentino.
Dalla successiva udienza è in programma l’audizione dei primi testi citati dalla difesa. Non è da escludere che la sentenza possa esserci prima dell’estate.(d.p.)
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