Negozi alla riscossa, rinasce Confcommercio

16 Giugno 2014

Sant’Egidio, una ventina di imprenditori si allea. Casimirri: riporteremo la gente a fare acquisti qui

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Unire le forze per battere la crisi sul tempo. Perché la crisi c’è e si sente anche qui dove – fino a qualche anno fa – il commercio girava e il distretto vibratiano spingeva in alto l’economia dell’intera provincia teramana. Oggi non è più così e lo sanno bene i commercianti di Sant’Egidio alla Vibrata che hanno deciso di mettere insieme forze e idee per provare a rilanciare l’intero paese.

Il primo step è la ricostituzione della Confcommercio locale, scomparsa una decina d’anni fa quando le cose andavano bene, e oggi punto di partenza per il progetto di rilancio del commercio santegidiese. Nei giorni scorsi la prima riunione alla presenza dei rappresentanti teramani dell’associazione di categoria: una ventina per ora gli aderenti su circa 130 punti vendita, ma i numeri dovrebbero crescere già nei prossimi giorni.

E tra i firmatari spicca la presenza di giovani negozianti, alcuni titolari di storiche attività ma altri “coraggiosi” imprenditori di se stessi in barba alla crisi. Tra questi il futuro presidente (la votazione avverrà a breve ma il nome dovrebbe esser certo) Fabio Di Marco, 37 anni e da meno di un anno titolare di un’enoteca. Del comitato direttivo faranno parte anche Alan Giardini, 38enne pasticciere; Giuseppe Tosti, 40 anni proprietario di un negozio di scarpe, oltre a Lucia Marcella e Riccardo Casimirri, figli di Vincenzo, storico imprenditore vibratiano a capo della Casimirri Sposi.

«Tutte persone che hanno il coraggio di rischiare», spiega Lucia Marcella, «la crisi è triste, ma bisogna corciarsi le maniche». Dopo alcuni passaggi formali (iscrizione alla Camera di commercio e i permessi al Comune per manifestazioni), la Confcommercio inizierà a lavorare su due fronti: «Spingere la gente di Sant’Egidio a fare acquisti sul posto senza spostarsi in altre città o nei centri commerciali, solo qui nell’area vibratiana ne abbiamo tre». E, ancora, «mettere in rete i nostri negozi per fidelizzare la clientela e far così rinascere tutto il paese». Tra le idee in cantiere, una notte bianca dei commercianti già quest’estate e una fidelity card con sconti per chi acquista nei negozi aderenti.

«Ma i progetti nasceranno dalla condivisione tra tutti noi negozianti – assicura la Casimirri – unirsi e creare una comunità è l’unico modo per vincere la crisi e andare avanti».

Fabio Marini

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