Negozi chiusi ad Atri molte attività emigrano a Pineto

Per alcuni negozianti nella città ducale le serate sono spente Il sindaco: «Bar e ristoranti restano aperti, molti i turisti»
ATRI. Saracinesche abbassate di sera ad Atri e i negozianti emigrano a Pineto per vendere di più. Passeggiando dopo le 21 per le vie della città ducale, specie lungo corso Adriano, in effetti si possono notare molte attività commerciali chiuse: alcune hanno preferito scegliere la costa per gli affari estivi.
C’è da dire che ristoranti, bar, pub e negozi tipici cercano di andare controcorrente e accolgono i turisti con promozioni e offerte. Una commerciante di Atri che ha trasferito già da diversi anni il suo negozio di scarpe per bambino in pieno centro a Pineto afferma: «Atri la sera muore, il corso è senza i punti i punti luce delle attività che danno un po’ di vita e movimento alla passeggiata. Il nostro negozio a Pineto ci rende molto di più. Ad Atri avevamo anche un vicino negozio di abbigliamento chiuso, e ciò non agevolava le vendite. Se non si fa sistema, non si rilancia il commercio». Anche un altro negozio di abbigliamento per bambini “ Bimbi a spasso” ha da poco aperto nella piazzetta della stazione a Pineto e, al momento, la titolare sembra soddisfatta a vedere il giro di clientela serale.
In una nota il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi afferma: «L’apertura serale degli esercizi commerciali ad Atri è completamente libera. I negozi hanno solo l’obbligo di comunicare l’orario al pubblico, esponendo un cartello. Ogni imprenditore fa le proprie valutazioni e decide che strategia usare. Tant’è che chi decide di visitare Atri la sera trova aperti, oltre a tutti i locali pubblici quali bar, pub, ristoranti, anche i negozi in cui vengono venduti prodotti tipici o altri oggetti caratteristici». Secondo Astolfi c’è anche afflusso di turisti: «L’amministrazione comunale, grazie alla collaborazione delle associazioni culturali, aiuta lo sforzo dei privati, attraverso investimenti nel campo della promozione e della costruzione di cartelloni culturali e di svago. Lo scorso anno abbiamo registrato quasi 100mila presenze nella città ducale, con un indotto economico rilevante». L’assessore alla cultura e turismo, Domenico Felicione aggiunge che « per rilanciare il turismo ognuno deve fare la sua parte, commercianti compresi, è bene che si interroghino su quali possono essere le formule adatte per rilanciare le proprie attività in città».
Domenico Forcella
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