Nel 2018 il verdetto al ballottaggio

14 Maggio 2023

D’Alberto, indietro dopo il primo turno di oltre 13 punti, rimontò su Morra

TERAMO. La città torna al voto dopo cinque anni e con quattro candidati sindaco in meno. In sette si presentarono alle urne nella tornata del 10 giugno 2018. A chiudere in testa il primo turno fu Giandonato Morra, sostenuto da sei liste con partiti di centrodestra e “Futuro in”, che si attestò al 34,63%, con 10.638 preferenze. Staccato di oltre tredici punti percentuali si piazzò Gianguido D’Alberto, appoggiato da tre civiche e Pd, che si fermò a 6,492 voti, corrispondenti al 21,13%. Al terzo posto si piazzò il Movimento Cinque stelle, che esprimeva Cristiano Rocchetti come candidato sindaco, cui andarono 5.063 preferenze (16,48%). A seguire Mauro Di Dalmazio, con 3.352 voti (11,50%), Giovanni Cavallari (successivamente nominato vice sindaco e in corsa al fianco di D’Alberto), con 3.146 preferenze (10,24%), Alberto Covelli (promotore della candidatura civica di Carlo Antonetti), che si attestò a 1.580 voti (5,14%) e Paola Cardelli di “Sinistra per Teramo”, con 271 preferenze (0,88%).
A distanza di quindici giorni il ballottaggio tra i due votati ribaltò il risultato. Morra, infatti, rimase sui numeri del primo turno, ottenendo 10.713 preferenze che lo portarono al 46,74%, mentre D’Alberto raddoppiò i suoi consensi, incassando 12.205 voti, che lo spinsero al 53, 26% e alla conquista della fascia tricolore in rimonta. La sua coalizione civica-Pd si vide così assegnare 20 posti in consiglio, mentre alle opposizioni ne restarono 12 da dividere tra centrodestra, i gruppi di Cavallari e Di Dalmazio e i Cinque stelle. Al Movimento andò la palma della lista più votata, con 3.934 preferenze, pari al 13,24%, seguita da “Futuro in” (3.256 voti per il 10,96%) e da Forza Italia, con 2.634 voti e il 8,86%. (g.d.m.)