Nel computer 400 foto di bimbi Arrestato disoccupato di 43 anni

20 Gennaio 2021

L’uomo ai domiciliari con l’accusa di pedopornografia, tutto il materiale era occultato in un server Gli accertamenti investigativi scattati dopo una segnalazione arrivata nel circuito internazionale

MARTINSICURO. In un server nascondeva 400 foto di minori. È un 43enne disoccupato residente a Martinsicuro l’uomo che gli agenti del compartimento della polizia postale e comunicazione Abruzzo hanno bloccato e arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico.
Anche questa volta il blitz è nato da un’attenta e certosina attività di controllo e vigilanza costante sulla rete che soprattutto negli ultimi anni è diventato il mezzo per condividere immagini e video di un orrore senza fine. All’uomo, che è stato posto ai domiciliari, i poliziotti hanno sequestrato computer, tablet e chiavette Usb.
Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti del compartimento regionale, diretto da Elisabetta Narciso, l’uomo nascondeva il materiale pedopornografico all’interno di spazi in cloud a lui intestati. Canali riservati, dunque, che i poliziotti sono riusciti a individuare grazie a una ricerca virtuale condotta durante la minuziosa perquisizione informatica che ha consentito di scovare più di 400 file con immagini di minori.
Le indagini sono scattate da una segnalazione del circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori on line che consente agli agenti della Postale di dialogare quotidianamente a livello centrale con enti esteri e associazioni non governative che 24 ore su 24 setacciano i canali della rete. «Questa forma di collaborazione», dice la dirigente Narciso, «fornisce un contributo fondamentale per l’efficace azione di contrasto agli abusi primari nei confronti dei minori, nonchè alla divulgazione e distribuzione del materiale illecito in rete. In particolare già la semplice detenzione è considerata dall’ordinamento penale italiano un delitto contro la libertà individuale cui è posta particolare attenzione. L’ultimo comma dell’articolo 600 quater del codice penale, che punisce chiunque si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18, prevede un aumento di pena qualora il materiale detenuto sia di ingente quantità».
Nel caso del 43enne arestato le indagini continuano sia per identificare le giovani vittime sia per identificare altre persone che hanno commesso reati. Anche in questo caso, così come prevede l’ordinamento penale, l’indagine giudiziaria è per competenza della Procura distrettuale dell’Aquila. Il fascicolo è del pm Roberta D’Avolio. Nelle prossime ore l’uomo comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida: potrà dare la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.
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