Nel ghiacciaio del Calderone tracce di vegetali e insetti

7 Maggio 2022

TERAMO. È terminata la campagna di perforazione del Calderone sul Gran Sasso, ultimo esempio del glacialismo della catena appenninica. Gli scienziati hanno per la prima volta a disposizione un...

TERAMO. È terminata la campagna di perforazione del Calderone sul Gran Sasso, ultimo esempio del glacialismo della catena appenninica. Gli scienziati hanno per la prima volta a disposizione un campione di ghiaccio profondo dal glacio-nevato, la cui analisi chimica permetterà di ricostruire il passato climatico e ambientale del massiccio. La missione, nell'ambito del progetto internazionale Ice Memory, è stata organizzata dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall'Università Cà Foscari Venezia, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l'Università di Padova e le società Georicerche srl e Engeoneering srls. «Sotto una coltre di detriti», dice Jacopo Gabrieli, ricercatore Cnr-Isp e coordinatore sul campo della missione, «abbiamo via via incontrato un ghiaccio sempre più pulito ma diverso da quello dei ghiacciai alpini a causa delle particolari condizioni termiche dei diversi strati. Con studi di laboratorio, cercheremo di definirne le caratteristiche e di acquisire le informazioni chimiche e isotopiche conservate, se disponibili. Nella parte mediana del profilo abbiamo verificato la presenza di residui vegetali e di insetti».