Nel teramano diminuisce il lavoro nero, ma i trucchi anti-Fisco no

Sono 136 i “fantasmi” scovati in sei mesi dalla Direzione territoriale del lavoro soprattutto in cantieri, attività manifatturiere, commercio, hotel e ristoranti

TERAMO. L’Italia è il Paese in cui si prova un sottile piacere ad aggirare le regole, oltre ovviamente ad un tornaconto. Ma questa volta sembra che la tendenza a “fare i furbi” si stia affievolendo, perlomeno per quanto riguarda le imprese.

E’ la buona notizia che emerge dai dati della Direzione territoriale del lavoro (Dtl) riguardo l’attività ispettiva dell’ufficio che non a caso dal 2011 svolge anche le funzioni di quello che fino a qualche anno fa si chiamava Ispettorato del lavoro.

Il dato che più salta all’occhio è la diminuzione del lavoro nero. Sono stati trovati 58 lavoratori in nero in meno nel primo semestre 2015 (136) rispetto allo stesso periodo del 2014 (194). In diminuzione anche i lavoratori la cui posizione comunque presenta delle irregolarità (-306). «La situazione non è delle più rosee, ma si notano segnali incoraggianti», sottolinea Luca Camplese, direttore della Dtl di Teramo, «ad esempio il lavoro nero è in decrescita. E’ significativo perchè questo dato si sposa con le politiche del governo legate appunto alla sua emersione, mi riferisco ad esempio all’assunzione a tempo indeterminato a tutele crescenti. In pratica se si riesce ad assumere più facilmente c’è meno lavoro nero. Certo, parte di questo dato è legato alla minore effervescenza economica. Ma resta un fattore incoraggiante». Camplese comunque fa notare che nel monte dell’irregolarità in provincia comunque quasi la metà, cioè il 41,33% attiene al lavoro nero. Quindi il commino verso la diffusione della cultura della legalità è ancora lungo. I settori in cui sono stati scoperti più lavoratori in nero nel primo semestre 2015 sono attività manifatturiere (57), costruzioni (20), strutture ricettive e ristoranti (22) commercio (12). Sostanzialmente stabili o in aumento, invece, tutte quelle piccole furbizie adottate per abbattere il costo del lavoro. Crescono quelli che tecnicamente vengono definiti “fenomeni interpositori” come illeciti nella somministrazione di lavoratori e subappalti. Sono escamotage tipici di settori come l’edilizia, i trasporti o la logistica. E’ il caso, ad esempio, di un’azienda che licenzia i propri autotrasportatori o magazzinieri ma poi se ne serve con le stesse modalità di prima, facendo loro aprire la partita Iva. «Situazioni come queste sono la porta d’accesso a un abbassamento delle tutele dei lavoratori», sottolinea Camplese, che parla anche del lieve aumento delle riqualificazioni. E’ un altro escamotage: l’utilizzo di collaboratori coordinati e continuativi o artigiani, ad esempio, che però nei fatti sono dipendenti.

Tutto questo in un quadro in cui aumentano le ispezioni: nel primo semestre dell’anno sono aumentate del 15% e del 24% in edilizia. Con campagne ispettive anche interprovinciali, condotte cioè insieme ad altre Dtl limitrofe. Un’attività, quella ispettiva, destinata ad aumentare, in quanto per l’inizio del 2016 è attesa una riforma della Dtl , in cui questa coordinerà anche gli ispettori di Inail e Inps, oltre ai propri 30.

Ovviamente proseguirà «la forte collaborazione con l’arma dei carabinieri a livello territoriale, oltre che con il nucleo che abbiamo all’interno della Dtl», osserva Camplese che prevede anche di intensificare «l’attenzione sull’edilizia: la presenza quotidiana è un forte deterrente e accresce la cultura della regolarità in quanto i nostri ispettori danno anche indicazioni utili sulla sicurezza. E poi monitoreremo con attenzione anche il commercio e il terziario che, essendo meno strutturato, può facilmente nascondere sacche di irregolarità. Ed è un settore importante per questo territorio».

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