Nello stadio l’addio al giovane calciatore

In centinaia ai funerali di Giacomo Mattucci, stroncato a 21 anni da un male. Gli amici lo salutano con cori e fumogeni
ATRI. Stringe il cuore l’immagine della bara bianca adagiata sul manto verde. Perché è nel campo sportivo di Atri, quello che lo ha visto tirare i primi calci ad un pallone, che in centinaia hanno dato l’ultimo saluto a Giacomo Mattucci, promessa del calcio, stroncato a 21 anni da una grave malattia.
I funerali si sono svolti ieri pomeriggio ad Atri nel campo “Eusebio Pavone” dove da piccolo aveva iniziato a giocare prima di approdare nell’Asd Hatria Calcio e poi nelle giovanili del Chieti Calcio. La messa è stata celebrata dal parroco don Vincenzo Salladini che nell’omelia ha parlato della «necessità della fede per oltrepassare i momenti di sconforto, e del bisogno di guardare sempre la luce di Cristo». Prima della fine della celebrazione religiosa gli amici di Giacomo hanno voluto ricordare i bei momenti trascorsi insieme e hanno gridato «Caro capitano sarai sempre con noi». Sulla bara bianca sono state adagiate tutte le magliette colorate delle squadre in cui aveva giocato. Il giovane atleta nel 2014, proprio a causa della malattia, aveva interrotto l’attività calcistica e con grande forza aveva affrontato un lungo periodo di cure. Perché contro la malattia, hanno ricordato gli amici, ha lottato fino alla fine circondato dal grande affetto di genitori e fratelli. Striscioni, cori e l’accensione di fumogeni hanno accompagnato la bara per un lungo tratto all’interno del campo di calcio. La salma è stata tumulata nel cimitero monumentale di Atri. Cordoglio e dolore anche sui social dove in questi giorni in tanti hanno ricordato il giovane calciatore.
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