Nereto, bonifica e chiusura per i covi dei tossicodipendenti

23 Marzo 2018

Il commissario Di Gaetano ordina che da lunedì il personale del Comune ripulisca le aree pubbliche piene di siringhe usate. E dispone che anfiteatro e parco di via Gramsci vengano muniti di cancelli

NERETO. Il commissario ordina: pulire i luoghi degradati e interdire l’accesso al “covo” dei tossicodipendenti. Alberto Di Gaetano non ha esitato un attimo – dopo l’articolo denuncia del Centro sul tappeto di siringhe, sangue, boccette di metadone e rifiuti del “dopo buco” – ad imporre la bonifica dell’anfiteatro Bertold Brecht e delle strutture abbandonate nei giardini pubblici di via Gramsci. Il commissario prefettizio farà in breve tempo quello che la politica in questi anni non ha fatto, pur sapendo della situazione di degrado e pericolo che regna negli spazi pubblici non da oggi. Lunedì prossimo, il personale addetto alla cura ed alla manutenzione delle aree aperte, corredato ovviamente dei kit di sicurezza trattandosi di rifiuti speciali e pericolosi, inizierà la rimozione delle microdiscariche sparse nel centro abitato che sono una vera e propria bomba ecologica e sanitaria.
Il commissario farà di più: ha ordinato l’installazione di cancelli per interdire l’accesso ai luoghi che un tempo erano di socializzazione ma che oggi sono diventati ricettacolo di immondizia e ritrovo di tossicodipendenti e non solo. Quello che Di Gaetano non potrà fare – toccherà alla politica in generale ed all’amministrazione che verrà assumersene l’onere – è agire perché il Sert vada via da Nereto. Dove si trova attualmente, in via Iachini, in centro abitato e a due passi dalle scuole dell’obbligo, dagli spazi sportivi e dall’Istituto tecnico economico, non è il posto più idoneo. Finora la politica e le amministrazioni comunali sono state impotenti per non dire incapaci a far comprendere che una struttura importante ma altrettanto sensibile, quale è il Sert, non può operare in una realtà piccola come Nereto ed all’interno del contesto urbano cittadino.
L’altro problema sono le telecamere che non funzionano per beghe non meglio definite nonostante siano state installate qualche anno fa. Sono troppi gli spazi rubati alla città e lasciati ai vandali, ai tossicodipendenti ed alla microcriminalità. Alle spalle del Brecht, nel costone incolto, spuntano siringhe, flaconcini di metadone e sporcizia di ogni tipo. E anche l’ex bocciodromo di via Gramsci è diventato rifugio di spacciatori e drogati che hanno disintegrato la porta d’accesso e parte dell’illuminazione pubblica.
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