Nereto, gli ex Lsu del Comune rifiutano la conciliazione
NERETO. Per la causa degli ex Lsu del Comune di Nereto sentenza attesa il 9 novembre prossimo. Il giudice del lavoro Massimo Biscardi metterà la parola fine alla vicenda per la quale vi era stata la...
NERETO. Per la causa degli ex Lsu del Comune di Nereto sentenza attesa il 9 novembre prossimo. Il giudice del lavoro Massimo Biscardi metterà la parola fine alla vicenda per la quale vi era stata la conciliazione giudiziale a dicembre 2016. «Francamente, ci aspettavamo un ravvedimento dinanzi al giudice da parte del Comune», spiega l’avvocato dei lavoratori Sigmar Frattarelli. «La grave e conclamata ingiustizia di far pagare agli stessi ex Lsu l'Irap e tutti i contributi previdenziali prelevandoli dall'importo delle retribuzioni loro riconosciute in sede di conciliazione prosegue ancora impunemente da parte dell'ente e quindi a questo punto attendiamo che sia il giudice con la sentenza a porre fine a tale ingiustizia; peraltro a ciò si aggiunga il grave ritardo con cui l'ente aveva dato seguito ai primi pagamenti concordati e il mancato rimborso delle spese legali stabilite nella conciliazione». Il Comune di Nereto avrebbe dovuto pagare 302mila euro a cinque ex Lsu i quali poi hanno comunicato all’ente la risoluzione per inadempimento della conciliazione giudiziale, per cui si è tornati di nuovo in tribunale. Frattarelli ha depositato il nuovo ricorso nel quale, spiega, «abbiamo chiesto che il giudice dichiari la nullità, l'annullamento e la risoluzione per inadempimento della conciliazione giudiziale di dicembre 2016 e, in secondo luogo, abbiamo riproposto il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato. Rispetto agli importi lordi loro riconosciuti nella conciliazione giudiziale, dai quali andavano trattenuti secondo gli accordi e per legge soltanto la quota di contributi a carico del lavoratore di 1/3 e l'Irpef, al momento di ricevere i pagamenti si è scoperto che l'importo netto che riceveranno è pari alla metà dell'importo lordo rispetto a quello per il quale si erano determinati ad accettare la conciliazione».
Alex De Palo
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