Nereto, palazzo Cilli è in vendita

5 Giugno 2016

Il Comune, che lo comprò dieci anni fa, ora vuole disfarsene insieme all’agriturismo comunale

NERETO. Palazzo Cilli e l’agriturismo comunale. Sono zavorre che il Comune di Nereto, bisognoso di fare cassa, vuole vendere. Si tratta di due immobili ricadenti il primo all’ingresso del centro storico ed oggetto in passato di mille polemiche perché non economico per l’ente locale, che ne decise l’acquisto dal privato tre consigliature fa; il secondo fuori Nereto, in contrada San Savino, arroccato in collina, che per architettura e fruibilità è davvero inutile. Il Comune è proprietario, fra edifici, terreni e frustoli, di ben dodici beni. Alienabili ne sono quattro (due porzioni di terreno e i due immobili).

Il paradosso di Palazzo Cilli (edificio di fine Ottocento) è visibile. Un rudere che non gode di tutela architettonica e che oggi cade a pezzi per cui - qui sta il paradosso - il Comune, che solitamente impone con ordinanza ai privati di mettere in sicurezza le costruzioni, non lo ha fatto a se stesso, limitandosi a transennare il perimetro del fatiscente immobile. A dirla tutta, lo stato di incuria e di pericolo ha radici lontane tanto che le transenne ed i puntelli stazionano lì da un bel pezzo, ben prima dell’avvento dell’amministrazione Di Flavio.

Un po’ di storia non guasta. Per acquisire Palazzo Cilli, dieci anni fa, il costo di trecentomila euro venne finanziato in due annualità. La Fondazione Tercas stanziò i fondi per l’investimento sullo storico edificio, che venne acquisito al patrimonio immobiliare del Comune. Per rimetterlo in piedi ce ne sarebbero serviti altrettanto. Doveva diventare polo culturale d’eccellenza, dove allocare anche il museo della Radio. Non se n’è fatto nulla. Quanto all’agriturismo di San Savino, questo venne finanziato a fondo perduto agli inizi degli anni Novanta. Una costruzione esagonale rivelatasi mal ripartita e non funzionale.

Alex De Palo

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