Nereto premia Pepe e due laureati in memoria dei Masi

3 Giugno 2014

Riconoscimenti alle tesi che valorizzano l’enogastronomia e all’agricoltore dell’anno nell’anniversario del delitto

NERETO. Lorenzo Garbatini, Chiara Riganelli e Emidio Pepe: sono i vincitori della prima edizione del premio “Libero Masi e Manuela Chelli”. Un riconoscimento promosso e istituito in memoria di chi ha saputo ben rappresentare l’Abruzzo contadino, dei sapori e della genuinità dalla Condotta Slow Food Val Vibrata-Giulianova, di Abruzzo e Molise, dai Comuni di Nereto e di Torano Nuovo. Ogni anno il premio andrà alle migliori tesi triennale e magistrale che offrono un contributo per l’affermazione della cultura contadina, la promozione e la valorizzazione delle produzioni locali. Prevista anche una sezione dedicata agli agricoltori abruzzesi.

La cerimonia, con momenti di emozione per il ricordo dell’avvocato Libero Masi e della moglie Emanuela Chelli che esattamente nove anni fa vennero uccisi a colpi di machete nella loro villa di Nereto e per cui nessun colpevole è stato trovato, si è svolta nella sede del circolo anziani davanti ad un pubblico attento, composto da parenti e amici della coppia, dal sindaco di Nereto Giuliano Di Flavio e da quello di Torano Alessandro Di Giacinto accompagnato dal suo predecessore e neo eletto consigliere regionale Dino Pepe. Ad annunciare i vincitori è stato il pro rettore dell’università di Teramo Dino Mastrocola, componente della giuria con Ezio Sciarra, Marilena Cannella, Luigia Masi, Martino Di Massimo e Raffaele Grilli, quest’ultimo grande amico di Libero Masi, con il quale ha condiviso anche la nascita della Condotta Slow Food Val Vibrata.

All’unanimità il premio Masi 2014 per la competenza ideativa, argomentativa e comunicativa per la tesi triennale è stata assegnata a Lorenzo Garbatini di Giulianova con il suo lavoro dal titolo “Metodi diagnostici per l’individuazione delle malattie dei pesci”; per la tesi magistrale a Chiara Riganelli, giovane di Perugia, per la sua tesi “Sviluppo rurale sostenibile”. Infine il riconoscimento di “Agricoltore dell’Anno” è andato a Emidio Pepe. Quest’ultimo con la motivazione «per la sua opera svolta nella ricerca, attenzione quasi maniacale per la cura della vite che a seconda del clima produce vini diversi nel corso degli anni». Per la giuria «la sua cinquantennale esperienza di produttore di vino offre a tutti un esempio di dedizione e cura per la viticoltura nel pieno rispetto delle peculiarità locali e delle biodiversità». La cerimonia si è sviluppata con la tavola rotonda sull’agricoltura e le testimonianze di Sofia Pepe, Daniele Di Giuseppe e Massimiliano D’Addario, rispettivamente produttori di vino, formaggio e olio.

Stefania Mezzina

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