Nereto, resta in cella l’uomo a processo per maltrattamenti

NERETO. Resta in carcere il 45enne di Nereto a attualmente processo per maltrattamenti e lesioni nei confronti degli anziani genitori e della compagna. Lo ha deciso il giudice Lorenzo Prudenzano, che...
NERETO. Resta in carcere il 45enne di Nereto a attualmente processo per maltrattamenti e lesioni nei confronti degli anziani genitori e della compagna. Lo ha deciso il giudice Lorenzo Prudenzano, che ha rigettato la richiesta avanzata dai legali dell’uomo (gli avvocati Florindo Tribotti e Massimo Ambrosii), di sostituzione della misura con gli arresti domiciliari in una casa diversa da quella dei familiari. Per il magistrato, infatti, ad oggi non sarebbero venute meno le esigenze di custodia cautelare in carcere, anche legate ad un eventuale reiterazione delle condotte contestate all’uomo. E questo anche in relazione alle dichiarazioni rilasciate nel corso della precedente udienza dalla stessa compagna, che nell’esprimere la volontà di rimettere la querela aveva dichiarato di essere ancora innamorata di lui e di voler stare con il 45enne. «Mi ha massacrato, ma non è cattivo e io gli voglio bene», aveva detto in aula, «sotto l’effetto dell’alcol si trasforma e fa in questo modo, ma è una persona buona». Ad esprimere la volontà di rimettere la querela erano stati anche i genitori dell’imputato, con la madre che aveva dichiarato come il figlio non l’avesse mai maltrattata. Ieri, intanto, l’uomo si è sottoposto all’esame dell’imputato. «Chiedo scusa per il mio comportamento», ha detto in aula, «mi pento per quello che è successo. Riconosco il problema che ho e voglio affrontarlo nel migliore dei modi». Il processo è stato poi aggiornato all’udienza del 2 dicembre. (a.m.)
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