Nereto, trasferito il servizio vaccinazioni

Il sindaco contesta la decisione e ribadisce: «È il Sert che va messo altrove, crea grossi problemi»
NERETO. Il sindaco di Nereto Daniele Laurenzi è adirato. Mentre il Sert è rimasto al suo posto con il carico di timori legati agli utenti in giro senza mascherine e senza mantenere le distanze, il primo cittadino ha appreso dello scippo di un importante servizio territoriale, quello delle vaccinazioni, trasferito (non si sa perché né per quanto tempo) a Tortoreto.
Laurenzi usa la carta intestata del Comune per dire la sua e alzare i toni nei confronti della Asl di Teramo, che lo taccia di essere male informato sulla condotta degli utenti del Sert ma che nulla, invece, ha comunicato ufficialmente al primo cittadino, massima autorità sanitaria locale, di servizi che vanno via e non si sa se torneranno. Per il caso dell’ufficio vaccinazioni, il sindaco ha scritto a tutti i dirigenti sanitari provinciali e alla Regione per chiedere conto della scelta, se è stata operata in forza dell’emergenza pandemica e se sono in arrivo altre spoliazioni di servizi. Chiede copia dei provvedimenti e annuncia che farà lui stesso un sopralluogo ai distretti sanitari di Tortoreto e Nereto per alcune verifiche. Il caso Sert, poi, lo manda in ulteriore collera. Daniele Laurenzi si aspettava una risposta utile a fronteggiare l’emergenza. Questa non è arrivata; invece gli è stata recapitata una missiva della Asl – di tutt’altro tenore – in cui il direttore generale facente funzione della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, e quello dei servizi territoriali, Valerio Profeta, sulla incompatibilità denunciata dal sindaco di Nereto tra il Sert e le norme regionali e nazionali in materia di Covid 19, affermano che sarebbe «del tutto errata». I dirigenti Asl aggiungono che sono state impartire direttive per limitare l’afflusso al Sert facendo in modo di prescrivere la terapia per più giorni, e che molti pazienti raggiungono Nereto con mezzi propri.
Apriti cielo. Il sindaco ha impugnato la penna e ha scritto anche a questura, carabinieri, guardia di finanza e prefettura, preannunciando l’esonero da qualsiasi responsabilità penale, amministrativa, sanitaria e civile per ciò che dovesse accadere e ribadendo la linea della necessaria delocalizzazione del Sert. A tutti ha ricordato l’episodio dell’utente Sert che con la sua auto (e patente revocata) si è scontrato nel parcheggio dell’Eurospin, e che è stata accertata la presenza prolungata con rischio sanitario di alcuni utenti Sert nei pressi della farmacia, di un altro supermercato, nella pensilina Tua di via Gramsci e lungo le vie centrali.
Alex De Palo
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