Nessun colpevole per la morte di Giulia

2 Agosto 2019

Rigettata la richiesta di nuove indagini presentata dalla famiglia. Il legale: «Valutiamo se impugnare l’ordinanza»

TERAMO. Dalle ulteriori indagini svolte dalla Procura di Teramo sul caso di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto che nel settembre del 2015 precipitò da un viadotto dell’A14, non sarebbero emersi elementi di novità. E al momento non vi sarebbero aspetti tali da giustificare ulteriori accertamenti. A stabilirlo è l’ordinanza di archiviazione firmata dal gip Domenico Canosa, che nei giorni scorsi ha accolto la richiesta presentata dai pm Enrica Medori e Davide Rosati, co-titolari del fascicolo.
Una richiesta contro la quale si erano opposti i genitori della 19enne, assistiti dall’avvocato Antonio Di Gaspare, che non hanno mai creduto al suicidio e che a febbraio, nell’udienza in cui si è discussa l’opposizione all’archiviazione, tramite il loro legale avevano chiesto ulteriori indagini: dai nuovi accertamenti sulle immagini riprese da un tutor installato nelle vicinanze del punto in cui la giovane precipitò nel vuoto all’audizione di vari testimoni tra cui un residente di Tortoreto che quella sera avrebbe visto la ragazza uscire dal lavoro e andare verso il centro città, e quindi in direzione opposta al cavalcavia, fino all’acquisizione al fascicolo degli atti del procedimento per pedopornografia aperto dalla Procura dell’Aquila dopo il ritrovamento di alcune foto osé di Giulia sul telefono di un 30enne di Giulianova. Trentenne per il quale a settembre si aprirà il processo davanti al tribunale di Teramo. Richieste che non sono state accolte dal gip.
La prima richiesta di archiviazione del fascicolo, che vedeva tre persone indagate per istigazione al suicidio, era stata presentata dalla procura a marzo 2017, dopo 18 mesi di indagine, ed era stata respinta dal gip Domenico Canosa che accogliendo la richiesta della famiglia di Giulia aveva disposto nuove indagini. Indagini al termine delle quali i pm Davide Rosati ed Enrica Medori avevano presentato una seconda richiesta di archiviazione, che nei giorni scorsi è stata accolta dal gip. «È una completa inversione di marcia da parte del giudice», commenta l’avvocato Di Gaspare, «rispetto al primo provvedimento che rigettava l’archiviazione e che imponeva nuovi temi di prova. Il giudice si è accontentato del fatto che le indagini che lui aveva richiesto siano state fatte soltanto a metà». Adesso il legale della famiglia valuterà se impugnare l’ordinanza in Cassazione. «In ogni caso chiederemo di riaprire le indagini», conclude il legale. La notizia dell’archiviazione è stata accolta con rabbia dalla famiglia della giovane. «È un provvedimento vergognoso», dice Meri, la mamma di Giulia, «ma noi andremo avanti. Siamo più forti di prima».
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