«Nessun progetto segreto sull’acqua»

5 Gennaio 2018

Lolli all’Osservatorio indipendente: ci è stata illustrata un’idea, Ispra e Istituto superiore di sanità devono dire se è fattibile

TERAMO. Non c’è nessun progetto segreto sulla messa in sicurezza del Gran Sasso e della sua acqua. Parola di Giovanni Lolli.
Il vicepresidente della Regione è stato indirettamente chiamato in causa dall’Osservatorio indipendente sull’acqua che in una conferenza stampa ha parlato di una bozza di progetto illustrata nella commissione istituita in Regione sull’emergenza Gran Sasso, di cui non è stata diffusa copia. Una bozza illustrata da Roberto Guercio, consulente dell’Infn e di Strada dei Parchi. E quest’ultimo fatto ha allarmato i rappresentanti delle associazioni che compongono l’Osservatorio, che chiedono la nomina di un tecnico “super partes” e non incaricato dei due soggetti responsabili delle famose “interferenze” nell’acquifero. «Fermo rimanendo pieno rispetto per le idee e il ruolo delle associazioni», esordisce Lolli, «sono state dette delle inesattezze. Ci è stata presentata, più che una bozza di progetto, una strategia, su cui è necessario un parere preventivo da parte di Ispra e dell’Istituto superiore di sanità. E visto che siamo in periodo di ferie, prima dell'8 non è possibile. Non c’è nessun documento segreto: è solo inutile mandare in giro documento che non sappiamo nemmeno se è fattibile o no».
Lolli chiarisce anche il ruolo di Guercio, che fu consulente del commissario Balducci ai tempi delle precedenti opere di messa in sicurezza del Gran Sasso. «È stato il tavolo che ha chiesto al Laboratorio e a Strada dei Parchi di pagare un progetto. Appena si capirà se la bozza è gestibile, la daremo nelle mani delle strutture dello Stato che – quelle sì – la devono valutarla: sono il Provveditorato delle opere pubbliche e l’Istituto superiore dei lavori pubblici. Si tratta dunque solo di un’idea che gli enti pubblici valuteranno, mica noi possiamo prendere un progetto e farlo», dichiara il vicepresidente della Regione.
Che smentisce anche l’ipotesi che si stia lavorando a captazioni in un punto dell’acquifero più in alto, rispetto alle “interferenze”, cioè Laboratori e A24. «Non so dove abbiano tratto informazioni: non ci sono perforazioni in alto. Quest’ipotesi è stata accennata una volta, ma non c’entra niente. Di tutte queste questioni ne discuteremo con la bozza in mano quando sapremo se è attuabile o no. Ora sarebbe prematuro. Fare una discussione prima che ci sia il progetto sarebbe complicato: è inutile far discutere comunità su una cosa che magari non è fattibile». Di più, sull’ipotesi a cui si sta lavorando, non dice. Lolli auspica un po’ di fiducia: «è una situazione molto complessa, lasciata marcire per anni, che noi abbiamo preso in mano e stiamo cercando di risolvere».
Intanto il 13 alle 16,30 le varie associazioni che compongono l’Osservatorio indipendente sull’acqua si riuniranno per discutere della situazione – definita di «stallo visto che ormai da mesi non ci sono passi avanti nella messa in sicurezza» – ed eventualmente decidere delle iniziative di protesta, anche del tipo della manifestazione di novembre a Teramo. Chissà se per allora saranno disponibili i pareri preventivi di Ispra e dell’Istituto superiore di sanità, è difficile.
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