Nessuna cauzione per gli inquilini Ater

La presidente Ceci sulle polemiche emerse nell’incontro in Comune: chi ha una locazione con noi non verserà i 500 euro
TERAMO. Tanto rumore per nulla, o quasi, verrebbe da dire. La questione della cauzione da 500 euro che gli assegnatari delle 53 case dell’Ater per gli sfollati, si sgonfia, a sentire la presidente Maria Ceci. La presidente del’Ater è quantomai irritata da quanto emerso dalla riunione che si è svolta lunedì con gli assegnatari, convocata dal Comune.
«Nell’incontro organizzato dal Comune sulle graduatorie si è parlato a lungo del deposito cauzionale previsto dall'Ater in maniera distorta», esordisce Ceci, «un effetto del fatto che le informazioni non sono state date dall’ente che avrebbe avuto competenza a fornirle, cioè l’Ater. Noi non siamo nemmeno stati invitati». Però la questione del deposito cauzionale da 500 euro da versare per entrare nelle case ha tenuto banco e ha suscitato anche forti perplessità del sindaco Gianguido D’Alberto. «Abbiamo proceduto prima alle assegnazioni a Montorio, qui abbiamo previsto un deposito cauzionale a garanzia dell'integrità del patrimonio immobiliare. Ma sfugge un dettaglio basilare: a Montorio sono tutti inquilini non Ater. Noi per gli inquilini Ater non prevederemo nessun deposito, per due ragioni: innanzitutto per il rapporto fiduciario con inquilini e poi perchè c'è un contratto di locazione con loro».
La presidente non sa dire quanti dei 53 assegnatari sono inquilini dell’Ater: «Noi abbiamo mandato tutte le planimetrie, il Comune ancora non ci manda l'elenco degli assegnatari di ogni unità immobiliare», risponde laconicamente. Fa notare che nella riunione «è stato causato un allarmismo generale e di contro è stato sottovalutato l'aspetto del contributo di quattromila euro per arredamento e allacci. Non capiamo perché si sia stata la volontà di trattare l’argomento in una sede non appropriata, o se era necessario farlo, avremmo dovuto essere invitati. Le informazioni vanno fornite da chi ha competenza a darle, per evitare falsi allarmismi e confusione. Dovremmo fare un tavolo tecnico che si riunisce le varie istituzioni, separatamente non andiamo da nessuna parte. Con stupore noto anche che non è stata evidenziata l'importanza dell'operazione di acquisizione, ad oggi, di 139 unità immobiliari».
Intanto la Protezione civile «puntualizza la totale estraneità nella vicenda. Contrariamente a quanto emerso, la Smea (Struttura di missione per il superamento dell'emergenza) ha dimostrato grande sensibilità nei confronti della popolazione colpita dagli eventi sismici 2016/2017, incrementando lo stanziamento iniziale destinato agli acquisti degli appartamenti, sotto forma di contributo fino a cinquemila euro per ogni appartamento, da destinare al rimborso delle spese di arredo/allacci utenze e manutenzione ordinaria. Non esiste pertanto alcuna circolare della protezione civile che preveda cauzioni a carico dei cittadini; ogni determinazione al riguardo è evidentemente frutto di procedure appartenenti ad Ater».
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