«Nessuna risposta su Tari e ombrelloni»

18 Dicembre 2016

Il sindacato balneatori lamenta: il Comune non ha mai risposto alle lettere inviate dai concessionari

GIULIANOVA. I titolari di stabilimenti balneari scrivono, ma il Comune fa orecchie da mercante e non risponde. Sono passati diversi mesi, per la verità quasi un anno, da quando i concessionari, a gennaio 2016, hanno inviato attraverso Pec (posta elettronica certificata) o direttamente al protocollo dell’ente delle precise richieste.

Il Sib, sindacato italiano balneari, al riguardo sottolinea: «Sembra che i nostri iscritti non vogliano abituarsi al comportamento anomalo da parte degli uffici comunali». I titolari degli stabilimenti balneari aderenti al sindacato, anche per l’anno che sta per concludersi, si sono accorti che tutte le comunicazioni inviate – soprattutto su Tari e ombrelloni e attrezzature – non hanno avuto mai una risposta. Le varie richieste o segnalazioni sarebbero rimaste puntualmente senza esito. Praticamente nessun cenno di riscontro, negativo o positivo che sia. Probabilmente provvederà direttamente il Sib, su delega degli stessi balneari, ad inviare i relativi solleciti chiedendo anche le motivazioni del puntuale silenzio. Il commento degli interessati è unanime: «Quando c’è da invitarci a pagare qualcosa, le lettere arrivano al nostro domicilio con puntualità svizzera». Ora i titolari di stabilimenti proporranno i dovuti solleciti, ma la convinzione dei più rimane quella che nessuna risposta arriverà. Il Sib taglia corto al riguardo: «La nostra amministrazione comunale, a quanto pare, è poco incline al rispetto dei cittadini». Del resto le richieste dei balneari riguardavano aspetti legati proprio alla vita ed alla conduzione delle concessioni stesse. Innanzitutto in primo piano la quantificazione della Tari, la tassa sui rifiuti. Gli stessi, nella missiva di gennaio 2016, hanno contestato formalmente i calcoli effettuati dagli uffici chiedendo, tra l’altro, l’applicazione dell’imposta non sull’intera area oggetto della concessione, ma solo su quella parte che genera rifiuti, secondo il principio della direttiva europea “si paga per ciò che si produce realmente”.

Il secondo argomento che attende risposta riguarda la comunicazione riferita alla organizzazione della concessione per ciò che concerne la disposizione degli ombrelloni, delle attrezzature varie, del bar e delle altre pertinenze. Domizio Luigi Scilli, responsabile provinciale del Sib annuncia che stanno per essere inviati i solleciti riguardanti le lettere di gennaio 2016 «con la speranza che gli addetti trovino un po’ di tempo per la categoria che pure contribuisce in modo non trascurabile ad alimentare le casse comunali». (al.al.)

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