Nessuno poteva invadere altre zone

Ogni gruppo aveva la sua area con prezzi già stabiliti. Da lunedì i primi interrogatori
GIULIANOVA. Zone assegnate con un accordo ben preciso: nessuno poteva sconfinare. Chi spacciava a Giulianova poteva farlo solo a Giulianova senza invadere la piazza degli altri. Ma gli altri non potevano invadere la piazza giuliese. E questo, come in tutte le leggi del mercato, significava che sulla piazza giuliese i clienti si dovevano sempre rivolgere agli stessi con prezzi che sicuramente non venivano abbassati dalla presenza di concorrenti. Nelle decine di intercettazioni che hanno caratterizzato la maxi indagine è questo uno dei particolari che meglio racconta la nuova organizzazione dello spaccio a Giulianova e sulla costa teramana. Aggiungendo elementi nuovi alla ricostruzione di un modus operandi che, sostengono gli investigatori, nel tempo si era adeguato alle nuove esigenze del mercato. Così non più solo eroina ma anche cocaina e poi ancora quantitativi piccoli da spacciare in continuazione così come spesso avveniva nelle abitazioni dei rom arrestati dove arrivavano decine di clienti al giorno. Gli arrestati, per cui è scattata la detenzione domiciliare in carcere, nei prossimi giorni compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Potranno avvalersi della facoltà di non rispondere o dare la loro versione dei fatti.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

