Netturbino morto a Sant’Egidio Imputati i dirigenti della Poliservice
L’udienza per la morte di Adamo Roncacè, il netturbino di 52 anni di Sant’Egidio alla Vibrata, deceduto a novembre 2012 schiacciato dal braccetto idraulico del camioncino durante le operazioni di...
L’udienza per la morte di Adamo Roncacè, il netturbino di 52 anni di Sant’Egidio alla Vibrata, deceduto a novembre 2012 schiacciato dal braccetto idraulico del camioncino durante le operazioni di svuotamento dei cassonetti in corso Matteotti a Sant’Egidio, è stata aggiornata a gennaio quando il giudice ascolterà i testi del pubblico ministero, Irene Scordamaglia. Alla seconda udienza del processo di ieri, sono state ammesse le prove presentate dalle parti. Somo imputati di omicidio colposo il presidente della Poliservice, la società dell’Unione Comuni che gestisce ilsrevizio di raccolta rifiuti, Giovanni Antelli (difeso dall’avvocato Manola Di Pasquale), il direttore della Poliservice Gabriele Ceci (difeso dall’avvocato Tonino Cellini), il coordinatore del personale operaio Alfonso Rusciano (difeso dall’avvocato Maurizio Frizzi) e Giuseppe De Bernardis (difeso dall’avvocato Carmelo Piccolo) dell’azienda costruttrice dei sistemi di sollevamento annessi ai compattatori. Va precisato che gli eredi dello sfortunato netturbino santegidiese hanno avuto liquidato il danno dall’assicurazione della Poliservice, come pure dall’Inail, per cui non c’è stata costituzione di parte civile. Il processo ruoterà attorno alle consulenze e perizie tecniche riguardanti le leve del camioncino utilizzate per lo svuotamento dei cassonetti in base alla normativa in materia di sicurezza. Il mezzo compattatore è stato costruito nel 1996 mentre la normativa di riferimento (successiva quindi all’omologazione valida allora) sarebbe del 1998 prevedendo una distanza delle leve di ventisei centimetri contro i quattordici della precedente normativa. (cr.te.)

