Neurochirurgia Gli infermieri in stato d’agitazione

TERAMO. Il personale infermieristico del reparto di neurochirugia dell’ospedale Mazzini di Teramo proclama lo stato d’agitazione. Il problema che gli operatori lamentano tanto da rivolgersi al...
TERAMO. Il personale infermieristico del reparto di neurochirugia dell’ospedale Mazzini di Teramo proclama lo stato d’agitazione. Il problema che gli operatori lamentano tanto da rivolgersi al prefetto, è causato dall’assenza di tutele e dal mancato riconoscimento economico delle prestazioni di assistenza ai pazienti in terapia sub-intensiva.
«Il ricorso al prefetto era inevitabile», spiega il segretario della Uil Fpl di Teramo Alfiero Di Giammartino, «vista la carenza cronicizzata di personale in un reparto ad elevata assistenza e la mancanza di una adeguata idoneità dei locali che ospitano i posti letto per le terapie sub-intensive». Condizioni che per il sindacalista costituiscono motivo di preoccupazione per gli operatori e per i pazienti. Tutte le segnalazioni inoltrate ai vertici aziendali, compresa una diffida per una risoluzione immediata dei problemi, per l’esponente della Uil non hanno avuto le dovute risposte. Un atteggiamento irriverente per Di Giammartino, che evidenzia un altro aspetto: «Il piano sanitario regionale e dunque l'atto aziendale di riferimento, prevedono nella neurochirurgia di Teramo 23 posti letto di cui 4 di terapia sub-intensiva».
Si tratta di una stanza dedicata dove i pazienti sono sottoposti a continuo monitoraggio emodinamico, respiratorio e delle funzioni neurologiche da parte del personale infermieristico, e spesso, seppur in respiro spontaneo, i pazienti sono quasi sempre portatori di canula tracheostomica.
Per il sindacato la normativa prevede che il rapporto numerico tra pazienti e infermieri sia di 2 a 1 ma questo è ampiamente disatteso. Nel mirino finisce anche la mancata idoneità dei locali per la terapia sub-intensiva che esporrebbe a rischi i pazienti. Di Giammartino auspica che l'intervento del prefetto possa scongiurare ulteriori iniziativa sindacali e che si possano stabilire corrette relazioni in modo da arrivare a una risoluzione delle criticità esposte. Sul problema ha preso posizione il primario del reparto di neurochirurgia Danilo Lucantoni che si è sentito di respingere dubbi sulla qualità dell’assistenza ai pazienti ammettendo tuttavia che l'attuale dotazione organica è sotto dimensionata per le esigenze del reparto. «Sicuramente per la sub intensiva servirebbero almeno altre 2 o 3 infermieri in più», dice Lucantoni. «Ora c’è una vertenza in corso e ci sono problemi per il riconoscimento della giusta retribuzione di alcuni infermieri. Sono rivendicazioni congrue e condivisibili ma mi sento di respingere ombre sulla qualità dell’assistenza ai pazienti che cerchiamo di garantire sempre al meglio». Lucantoni smorza allarmismi anche sull’idoneità dei locali: «Mancano piccoli ritocchi strutturali ma nulla che pregiudichi il servizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

