Neurochirurgia, intervento salvavita

7 Dicembre 2019

Lucantoni: «Qui al Mazzini possibili trattamenti multidisciplinari»

TERAMO. Intervento salvavita eseguito nel reparto di neurochirurgia del Mazzini. L’equipe diretta al primario Danilo Lucantoni ha asportato una voluminosa neoformazione cerebrale, in particolare un meningioma gigante del basicranio. Un caso ritenuto inoperabile altrove: ma a Teramo con un trattamento endovascolare preoperatorio e in endoscopia assistita è stato possibile. In sostanza con della colla speciale sono stati chiusi i vasi afferenti al tumore per consentire l'asportazione in maniera più tranquilla, durante un intervento durato 8 ore in tandem con la Radiologia interventistica. Ora la donna di 60 anni, di San Bendetto, ora sta bene.
Da noi», spiega Lucantoni, «facciano lavori di equipe che altrove non sono possibili. Il paziente neurochirurgico viene trattato a 360 gradi, essendoci in ospedale tutte le superspecialistiche». Il primario cita, ad esempio, un altro intervento molto complesso, in cui una vertebra dorsale distrutta da un tumore è stata ricostruita con una torretta in titanio, in collaborazione con i chirurghi toracici. «Tutto questo è possibile grazie alla presenza di una sezione di Neuroradiologia interventistica, della Rianimazione, della Radioterapia, reparti all’avanguardia presenti all’ospedale di Teramo. Eseguiamo approcci multidisciplinari continuando una lunga tradizione di miglioramento tecnico e di scuola chirurgica». Un altro esempio, fra i tanti, riguarda l’asportazione dal naso, con tecnica endoscopica insieme agli otorini, di alcuni voluminosi tumori della regione ipofisaria.
In media sono 500 gli interventi di chirurgia maggiore cranica e vertebromidollare eseguiti all’anno dai sette medici del reparto di Lucantoni, su pazienti anche di fuori regione.
«La conferma della Neurochirurgia a Teramo e della sua scuola» precisa il primario senza mezzi termini, «come risulterebbe previsto dal recente piano di riordino della rete ospedaliera presentato al ministero della Sanità non è altro che il giusto riconoscimento della qualità espressa dal reparto teramano dopo attenta valutazione da parte dell’assessore regionale alla sanità, dei numeri, complessità e qualità di prestazioni chirurgiche erogate inconfutabili ed è anche il risultato del forte sostegno da parte dei vertici della Asl e della politica teramana tutta».
Lucantoni fa indiretto riferimento alla recente presa di posizione dell’Anaao dell’Aquila che ha criticato, fra l’altro, la decisione della Regione di confermare come unità operativa complessa il reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Teramo. «Non sono decisioni prese in maniera estemporanea, come sostengono alcune sigle sindacali», puntualizza, «la tradizione della Neurochirurgia teramana risale ai lontani anni ’60 e non può essere disconosciuta. La presenza al Mazzini di alta tecnologia e di tutte le alte specialità chirurgiche rappresenta per il paziente neurochirurgico la garanzia di un trattamento a 360 gradi in urgenza e in elezione». (a.f.)
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