Neuropsichiatria infantile, grandi numeri

15 Giugno 2016

Servizio passato in un anno da 2mila a 5mila prestazioni. Ora ha nuovi locali a misura di bambino

TERAMO. Grandi numeri sulle prestazioni e ambienti rinnovati a misura di bambino. Così il servizio di Neuropsichiatria infantile diretto a contrada Casalena da Nicola Serroni, direttore del dipartimento di Salute mentale, si presenta alla stampa con un restyling e un significativo ampliamento dei locali adattati alle esigenze dei piccoli pazienti. Giochi per tutte le età, arredi giocosi e disegni sulle pareti accoglieranno i piccoli affetti da disturbi neurologici e psichiatrici insieme a una equipe che poggia su tre neuropsichiatri, due logopedisti, una psicologa, un assistente sociale e un’infermiera. Loro, insieme alla collaborazione di tanti tirocinanti e dei volontari che si prestano ad accogliere i piccoli vestiti da clown, sono il cuore dell'attività nata appena nel 2012 ma che registra una grande crescita operativa. Basti pensare che nel 2014 sono state effettuate circa 1.880 prestazioni, e che lo scorso anno si sono sfiorate le 5mila.

Come spiegato dal direttore Serroni alla presenza del manager Roberto Fagnano e del direttore sanitario Maria Mattucci, il servizio si rivolge ai bambini dai 0 ai 17 anni dell'intera provincia attraverso attività di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi neurologici e psichiatrici dell'età evolutiva che non richiedono il ricovero. Adesso queste attività, grazie al rinnovo dei locali reso possibile dai volontari della Croce bianca, dai ragazzi del liceo artistico di Teramo, dalla cooperativa 3 M e dalla Lisciani giochi, potranno essere sviluppate in ambienti ludici simili a quelli di un asilo o una scuola materna.

Particolare rilevanza assumono i progetti "Precocemente" e "Sos adolescenti" sviluppati dal servizio di Neuropsichiatria infantile della Asl. Si tratta di programmi di impronta psico-socio-riabilitativa che definiscono modelli di assistenza per bambini e adolescenti affetti da disturbi del comportamento, dell'apprendimento o del linguaggio, da autismo, ma anche da deficit di attenzione (Adhd) e psicosi affettive. «Gli interventi psicoterapeutici», spiega Serroni, «sono incentrati sul potenziamento delle risorse del bambino, sul sostegno psicologico alla famiglia e sul collegamento alla rete dei pediatri, consultori, centri di accoglienza per minori e tribunale dei minori. La crescita dei numeri delle prestazioni gratifica il servizio ma al tempo stesso indica l'estensione di queste problematiche e dunque anche la necessità di ulteriore personale. Abbiamo spazi più accoglienti, ora servono neuropsichiatri, psicologi e infermieri».(m.d.t.)

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