Neuropsichiatria infantile in affanno, arrivano rinforzi

TERAMO. Lunghe file al servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Teramo. L’unità operativa che fa parte del dipartimento di salute mentale e svolge attività di tipo ambulatoriale già...
TERAMO. Lunghe file al servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Teramo. L’unità operativa che fa parte del dipartimento di salute mentale e svolge attività di tipo ambulatoriale già normalmente è gravato da una notevole mole di richieste di prestazioni. La situazione si è squilibrata quando uno dei tre medici del servizio è andato in maternità. La Asl ha tentato, con due avvisi pubblici uno di seguito all’altro, di sostituirla con un contratto a tempo determinato, ma nessuno ha risposto. Ma contemporaneamente ha avviato anche una procedura per assumere, a tempo indeterminato, uno specialista. E quello che sarà il quarto medico ha firmato il contratto: prenderà servizio dal 1° marzo. Peraltro si tratta di un medico che ha già lavorato nel servizio un paio d’anni fa, quindi sarà immediatamente operativo.
Si spera, dunque, che fra un mese la situazione torni alla normalità. Sono tantissimi gli accessi al servizio, anche a causa della sempre più aumentate diagnosi di disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) o di più gravi disturbi nella sfera neuropsichiatrica, di bambini in età prescolare e scolare. Di conseguenza si creano grandi difficoltà per l'accesso ai servizi, come segnalato da alcuni utenti, che parlano «di decine di appuntamenti rimandati a tempo indeterminato, bloccando anche percorsi terapeutici già avviati o in procinto di essere attuati». I genitori parlano anche di difficoltà di accesso ai centri di riabilitazione, che vedono liste di attesa lunghissime e periodici problemi di rinnovo delle convenzioni. Tanto che spesso l’alternativa è rivolgersi ai privati, con tutti i costi conseguenti. Tra l'altro anche le strutture di supporto alle scuole sono carenti di personale e, come denunciano alcuni insegnanti, i piani educativi individualizzati (Pei) – con gli interventi per gli alunni in situazione di handicap – che dovrebbero essere redatti congiuntamente con gli operatori della Asl, spesso sono lasciati ai docenti.

