«Niente allarme tumore, tutto nella norma»

16 Maggio 2018

L’Agenzia sanitaria regionale replica a Castelli e Bracco: nell’area del Laboratorio non ci sono più casi

TERAMO. Nessun allarme tumore. Questa volta a smentire l’allarme lanciato da un medico di base, Elso Castelli – e poi rilanciato dal consigliere regionale Leandro Bracco – per cui ci sarebbe un incremento del 15-20% di tumori nelle località vicino al Laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso è Alfonso Mascitelli, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale.
«Pur avendo rispetto per le dinamiche del dibattito istituzionale, l’Agenzia sanitaria regionale ha il dovere di fornire una informazione seria e corretta, a fronte di notizie confuse e superficiali come quelle contenute nella dichiarazioni del consigliere regionale Bracco», esordisce il direttore dell’Asr. Il Registro regionale tumori – fa notare Mascitelli – in Abruzzo è nato nel 2015 e in poco meno di tre anni e mezzo ha prodotto 4 studi epidemiologici, di cui l’ultimo si riferisce ai dati di incidenza del cancro in Abruzzo nell’anno 2016, distinti per sede, sesso e ambiti provinciali. L’ultimo report (disponibile su www.asrabruzzo.it) e riferito a dati relativi all'anno 2016, visto per il 2017 in tutta Italia non sono ancora disponibili i dati dei ricoveri. «Nel citato report, che invitiamo il consigliere a leggere con maggiore attenzione, è emerso chiaramente come, nell'anno 2016», afferma Mascitelli, « non si sia osservato un rischio complessivo più elevato di tumore per i cittadini residenti nella provincia di Teramo rispetto al resto della popolazione italiana. In base alle stime Aiom-Airtum erano attesi nella provincia di Teramo un totale di 1910 casi di tumore, ma se ne sono osservati 1831. Nel report si è rilevato nella provincia di Teramo un rischio più elevato, rispetto alla media italiana, di tumori del sistema nervoso centrale, dello stomaco e delle vie urinarie e per questi ultimi si è trattato di un risultato per ora isolato. A fronte di tali criticità, tuttavia, sono stati anche osservati, sempre nella provincia di Teramo, casi in meno, rispetto agli attesi, di tumori del polmone, di tumore della tiroide, e di tumore della prostata. Nel complesso, quindi, sono emerse e sono state correttamente evidenziate situazioni che potranno essere approfondite, come peraltro in altre province, con le prossime analisi».
Mascitelli sottolinea che il consigliere regionale «cita presunte fonti autorevoli di un aumento di patologie tumorali, ma non ha fornito alcun dato a supporto di tali affermazioni. Ora, se tali dati esistono, si invita il consigliere a renderli noti. Sarà nostro dovere esaminarli e analizzarli con quelli già inclusi nel Registro, previa verifica della qualità e della correttezza delle procedure relative alla raccolta degli stessi, al fine di evitare un “boom di confusioni”». (a.f.)