Niente case parcheggio e tanti sono senza un tetto

16 Aprile 2016

L’accusa del Sicet: casi di persone malate o senza lavoro che saranno sfrattate ma il Comune da anni non assegna alloggi per le emergenze abitative

TERAMO. Il Sicet racconta due casi per spiegare quanto sia diventata grave l’emergenza abitativa a Teramo. Il primo riguarda una 58enne di San Nicolò. D.L.R. è in attesa di una sentenza per vedersi riconosciuta di un assegno ordinario di invalidità in base ai contributi versati, è gravemente ammalata si sclerosi multipla. Ma sarà obbligata a lasciare l'alloggio di proprietà di un costruttore il 29 giugno. La donna, racconta il segretario del Sicet Antonio Di Berardo, «ha conseguito nella graduatoria generale, (ora al vaglio della commissione alloggi), i requisiti oggettivi e soggettive non utili per avere un punteggio pratico e vedersi assegnato un alloggio popolare».

Un altro caso citato dal sindacalista riguarda S.G. di Teramo: «a causa della morte della madre, è diventata occupante senza titolo in un alloggio popolare di viale Cavour e dopo aver perso il posto di lavoro è diventata morosa nei confronti dell'Ater». Assegnatario dell’alloggio è diventato un nipote, che però si è allontanato e ha perso il diritto ad abitare in quell’alloggio e la commissione ha rifiutato la sanatoria per la donna.

«Ci sono situazioni drammatiche per l'emergenza abitativa, tante famiglie sfrattate vivono in situazioni difficili e non sostenibili», dichiara Di Berardo, che fa notare come « si è abbandonata la politica dell'edilizia residenziale pubblica a favore di costruzioni di alloggi a canoni concordati o housing sociale. Ma le morosità per questi tipi di alloggi a Teramo, ammontano a 107 mila euro che l'Ater non ha ancora riscosso: è chiaro che si stanno rilevando fallimentari. Oggi più che mai c'è necessità di alloggi a canoni sociali, (case popolari). Il Comune di Teramo, peraltro, in virtù della realizzazione del progetto di housing sociale di via Longo dal marzo 2012, con delibera di giunta n° 95 ha rinunciato ad assegnare alloggi di edilizia residenziale pubblica per emergenza abitativa». Di Berardo fa notare che «in questi 4 anni il sindaco Maurizio Brucchi non si è preoccupato del problema, nessuno si è adoperato per attenuare il problema creato dal blocco delle assegnazioni per emergenze abitative e del parziale blocco delle assegnazioni per graduatoria, che potrebbe durare diversi anni e portare a conseguenze inaccettabili che possono manifestarsi forti tensioni sociali». (a.f.)

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