Niente cinema, Arboretti chiede al Comune di riaprire il Moderno

3 Maggio 2022

GIULIANOVA. «Chiuso definitivamente» si legge sulla pagina internet relativa al cinema Moderno. Una frase che non lascia scampo sul multisala presente nel centro storico. Il cinema è stato chiuso nel...

GIULIANOVA. «Chiuso definitivamente» si legge sulla pagina internet relativa al cinema Moderno. Una frase che non lascia scampo sul multisala presente nel centro storico. Il cinema è stato chiuso nel 2018, esattamente 4 anni fa, ed è stata l’ultima sala di proiezione presente sul territorio.
Negli anni scorsi i cinema erano ben 4, di cui uno estivo (Ariston, Ideal, Arena Braga e lo stesso Moderno). Tutti chiusi e riconvertiti in appartamenti e negozi. Le ultime speranze erano riposte nella presenza del cinema Moderno, ma l’illusione è durata pochissimo tempo. Tutto è iniziato in questo periodo nel 2018 con un cartello «chiuso per ferie» trasformato poi in «chiuso per manutenzione» per giungere ai nostri giorni con la chiusura definitiva. Tutti i tentativi messi in campo fino ad ora sono andati a vuoto,ma il Cittadino Governante non si arrende e vuole continuare la battaglia. Così il capogruppo in consiglio comunale Franco Arboretti: «Dopo la chiusura dell’Arena Braga, dei gloriosi cinema Ideal e cine-teatro Ariston, che tanto hanno dato alla diffusione della cultura cinematografica e teatrale e alla vitalità del centro del Lido per lunghi decenni, Giulianova 4 anni fa ha perso anche il cinema Moderno. La comunità giuliese non può non avere un cinema se vuole essere una città di livello. Attualmente occorre recarsi a Teramo, a Montesilvano o a Pescara per accedere a un cinema. Nonostante le varie multisale, è sempre più difficile poter vedere cinema d’autore, che pure ha un suo pubblico affezionato, sul grande schermo. Gli investimenti nel campo culturale fanno crescere la qualità della vita di una città, per questo il Comune dovrebbe impegnarsi a riaprire il Moderno destinandolo soprattutto a cinema d’essai per la costante diffusione del segmento ‘autoriale’ e farlo diventare, così, un interessante punto di riferimento provinciale per tutti gli appassionati delle buone pellicole da ammirare sul grande schermo. Tale scelta garantirebbe anche la sostenibilità economica nel tempo».(al.al.)
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