«Niente clienti lontano dal tribunale»

21 Giugno 2017

L’appello della panineria spostata per motivi di sicurezza: ora non guadagno più, perderò la casa

TERAMO. L’hanno fatta spostare dalle vicinanze del tribunale a dicembre del 2016. K.D.R. gestisce quella che adesso si definisce un’attività da street food, un pratica un furgonicino in cui prepara panini e tanto altro che si chiama “Il Poldino”. Un’attività fiorente, fino a quando è stata spostata a Porta Melatina.
«Siamo stati in via Beccaria vicino al tribunale per una decina d'anni e un anno e mezzo fa ci hanno spostati per motivi di sicurezza, con la promessa che sarei ritornata quando sarebbe cessato l'allarme. A differenza nostra, una giostrina è rimasta nella zona», racconta la titolare. Il nodo è che quei problemi di sicurezza, legati probabilmente al timore di attentati al tribunale, non sono mai finiti. «Non capisco che problemi di sicurezza ci siano, visto che i giardini non sono mai stati recintati e la scuola con 600 bambini mai evacuata», incalza K.D.R., «oggi però mi vedo negato il diritto di tornare al mio posto. All’ufficio commercio del Comune dicono che è competenza del prefetto: fatto sta che nessuno decide». Ma la permanenza in un posto ingrato, «fra calcinacci e vetri rotti, con uno smog ad alto livello» ha portato alla piccola attività, un tempo fiorente, «un calo del volume d'affari dell'80%, e ora non riesco a pagare l'affitto. Ho uno sfratto esecutivo e tre figli minorenni da campare. Il sindaco mi ha fatto una promessa, dicendomi che mi avrebbe ridato il mio posto e ora non mi riceve. Io mi sono spostata bonariamente, con la promessa che sarei tornata. Non capisco che cosa potrebbe accadere se ritornassi vicino al tribunale: se uno vuole nascondere una bomba può farlo anche in una giostrina. Io ho tre minori a carico, devo lottare per loro. E peraltro tutti ci rivogliono lì: tenevamo puliti anche i giardini dove vanno i bimbi a giocare. Ora sono abbandonati», conclude K.D.R.