Niente ginnastica in palestra per gli alunni di prima e seconda

Nella primaria di Borgo solo le classi terze, quarte e quinte fanno attività motoria nel Palavolley Lettera di fuoco dei genitori degli altri bimbi: «Non siamo più disposti a tollerare questa situazione»
PINETO. Genitori infuriati contro il Comune di Pineto e l’istituto comprensivo “Giovanni XXIII” per l’indisponibilità della palestra nella scuola primaria di Borgo Santa Maria. Già lo scorso mese il caso era stato affrontato dalle istituzioni, che avevano attuato una soluzione a metà: ossia quella di far fare educazione fisica nel Palavolley, ma solo alle classi terze, quarte e quinte. Una disparità di trattamento ha ancor di più riacceso gli animi. Giorni fa i rappresentanti dei genitori hanno inviato una nuova lettera all’attenzione del sindaco Robert Verrocchio e alla dirigente scolastica Sabrina Del Gaone per chiedere di risolvere definitivamente la questione, che riguarda ora gli alunni delle prime e seconde classi.
Nel documento si legge: «Nonostante l’iniziale impegno da parte dell’amministrazione comunale e della preside, che hanno cercato di ovviare alla problematica permettendo alle classi terze, quarte e quinte di svolgere attività motoria presso il Palavolley, purtroppo ci ritroviamo a tornare sulla vicenda poiché gli alunni delle classi prime e seconde si trovano ancora oggi, a metà anno scolastico, impossibilitati a svolgere attività motoria in palestra. Il fatto, di per sé già grave, assume una portata ancor più ampia se si pensa che nelle previste ore di ginnastica i piccoli nel migliore dei casi si trovano a dover svolgere le attività in classe con tutti i disagi del caso. Quando ciò non è possibile o non avviene, infatti, l’alternativa è non farle proprio. E questo, considerati i circa sei mesi trascorsi dall’inizio dell’anno scolastico, non è più accettabile. Non siamo più disposti a tollerare questa situazione, men che meno il classico rimpallo di responsabilità tra istituto e Comune. In vista», conclude la lettera, «del consiglio d’istituto del 13 febbraio, chiediamo che i bambini delle prime due classi abbiano, così come tutti gli altri alunni, la possibilità di svolgere attività motoria. Se questo non avverrà non escludiamo la possibilità di mettere in atto ulteriori e ben più incisive forme di protesta».
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