Niente luce rosa sul Gran Sasso: «Negata un’occasione di rilancio»

Provincia, Comuni di Isola e Pietracamela e Gal contro il no del Parco all’illuminazione del paretone D’Angelo: «Non c’è spirito di collaborazione». Matone: nessun disturbo alla fauna, scelta immotivata
TERAMO. «È un’occasione persa per il nostro territorio. Doveva essere un giorno di festa, ma così non è stato». Gli enti locali contestano la decisione del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con cui nei giorni scorsi è stato negato il permesso di illuminare di rosa parte della vetta più alta dell’Appennino per celebrare l'arrivo dell’ottava tappa del Giro d’Italia in programma l'11 maggio ai Prati di Tivo. L’illuminazione del paretone del Corno Grande del Gran Sasso, prevista a cento giorni dall'inizio del Giro insieme ai paesaggi e ai monumenti che caratterizzano le altre località di tappa di questa edizione, avrebbe avuto una durata di qualche ora e l’immagine sarebbe stata veicolata a livello internazionale attraverso i canali ufficiali della Rcs. Invece è arrivato il no del Parco nazionale del Gran Sasso-Laga motivato con la necessità di tutelare la fauna della montagna.
Gli enti locali coinvolti nell'organizzazione della tappa dei Prati hanno espresso il loro malcontento in una conferenza stampa tenuta ieri in Provincia alla presenza del presidente Camillo D’Angelo, dei sindaci di Isola del Gran Sasso e Pietracamela Andrea Ianni e Antonio Villani, del presidente del Gal Gran Sasso-Laga Carlo Matone e del referente di Rcs Sport per l’Abruzzo Maurizio Formichetti. «Si tratta di un provvedimento ingiustificato e privo di motivazione», dichiara Matone, «perché l'autorizzazione dell’illuminazione del Gran Sasso è competenza degli enti locali, in questo caso del Comune di Isola, mentre il Parco è tenuto a dare solo un parere. Abbiamo rispettato tutte le procedure previste. L’illuminazione, che si sarebbe dovuta fare entro il 24 gennaio, avrebbe interessato la parte rocciosa del paretone, al di sopra dei boschi, e per poche ore. L’incidenza sulla fauna e la flora era irrilevante. Ci sentiamo danneggiati».
D'Angelo aggiunge: «È l’ennesima dimostrazione delle battaglie che gli enti locali fanno da tempo contro il Parco. Negli ultimi trent’anni non si è creato spirito di collaborazione, il che ha contribuito allo spopolamento delle nostre zone montane. La mancata autorizzazione dell’illuminazione è un’altra opportunità che la montagna perde per la promozione internazionale». Sulla vicenda interviene anche Francesca Persia, candidata alle regionali del 10 marzo nella lista della Lega, che in una nota evidenzia: «Il parere negativo espresso dal Parco è una forma di miopia sulla valorizzazione delle nostre bellezze naturali e, in maniera particolare, di comunicazione a livello mondiale, che non può passare inosservata. I vincoli, sempre più stringenti, messi in atto dall’ente Parco circa i territori compresi nell’area di pertinenza, non fanno altro che condizionare in maniera del tutto negativa la promozione di un territorio, attrattivo come pochi dal punto di vista turistico su scala nazionale, già fortemente penalizzato da scelte scellerate fatte in passato. Basta con questa gestione, cambiamo rotta».
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