Niente pubblico nei campi sportivi

6 Febbraio 2024

Atri. Mancano i certificati, il commissario nega le autorizzazioni in deroga

ATRI. Mancano i certificati di agibilità e sicurezza, partite a porte chiuse negli impianti sportivi atriani. Il commissario prefettizio Alberto Di Gaetano, che sostituisce l’amministrazione decaduta per effetto della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le elezioni di maggio, ha negato l’autorizzazione all’accesso del pubblico nelle strutture non a norma. Ha interrotto così una prassi adottata dai sindaci che concedevano il nulla osta.
Gli impianti coinvolti sono in particolare lo stadio “Pavone”, di Fontanelle, il palasport Di Maio al centro turistico integrato e il campo di Casoli. Sulla questione interviene Carmine Consorti presidente dell’Hatria Calcio. «In assenza del sindaco il commissario si limita all’ordinaria amministrazione», spiega, «non rilascia autorizzazioni in deroga di cui il primo cittadino assumeva la responsabilità. Il problema è che gli impianti sportivi non sono a norma e per questo vengono chiusi. Di certo si crea un disagio per la tifoseria , ma non vogliamo polemizzare, mancano solo quattro partite. Già domenica scorsa abbiamo giocato a porte chiuse adesso ci toccherò anche il 17 febbraio». Il presidente della squadra di prima categoria Calcio Atri Alessandro Italiani aggiunge: «Questa domenica abbiamo giocato fuori casa ma la scorsa volta dobbiamo giocare a porte chiuse. Noi del Calcio Atri rispettiamo la decisione del commissario in quanto tecnicamente giusta. Purtroppo la decisione mette in evidenza una situazione non idonea, ci auguriamo che vengano emessi i bandi per la gestione degli impianti in maniera da sollevare anche il Comune da questa problematica. Ci dispiace per i tifosi che non possono assistere alle partire. Preciso che per il Calcio Atri giocare a porte chiuse è un eufemismo poiché il Centro turistico integrato è aperto e non può essere gestito in modo privatistico».
Domenico Forcella