Niente settimana corta a scuola, Avolio spiega perché

20 Giugno 2018

PINETO. Polemiche a Pineto tra genitori e scuola sulla mancata approvazione della settimana corta. Sono proprio loro, il dirigente scolastico Gaetano Avolio e l’assessore alla pubblica istruzione del...

PINETO. Polemiche a Pineto tra genitori e scuola sulla mancata approvazione della settimana corta. Sono proprio loro, il dirigente scolastico Gaetano Avolio e l’assessore alla pubblica istruzione del Comune Daniela Mariani, a chiarire i motivi del no alla misura che avrebbe portato gli studenti sui banchi dal lunedì al venerdì con orari pomeridiani. Il preside Avolio prende spunto dalle accuse sollevate da qualche genitore, per chiarire definitivamente i vari passaggi della settimana corta bocciata: «Fui io a proporre il sondaggio alle famiglie sulla settimana corta nella speranza che una grande percentuale di adesioni mi mettesse in condizione di convincere la restante parte dei genitori, così da portare all’attenzione degli organi collegiali. Gli esiti, che vedevano solo 670 a favore su oltre 1.100 genitori, già non consentivano alcuna discussione poiché la legge tutela chi vuole il servizio scolastico su sei giorni e non su cinque. Decisi comunque di portare la proposta in collegio dei docenti per raccogliere il necessario parere, e la votazione ebbe il seguente risultato: contrari 144 su 144 per la scuola media e 141 su 144 per la suola primaria. Il consiglio di istituto stroncò definitivamente la proposta con un voto contrario espresso all’unanimità, votò contro anche la componente genitori». Avolio aggiunge un ulteriore dato: «Il tempo pieno era un’opzione prevista sul modello di iscrizione “on line” ministeriale ma che nei fatti il ministero non autorizzava più tale esperienza per esigenze di bilancio (Il tempo pieno prevede un numero doppio di insegnanti) mantenendolo solo nelle scuole già, in precedenza, autorizzate». L’assessore Mariani interviene sul tema controverso per spiegare le buone intenzioni della proposta: «Il Comune di Pineto sta monitorando da diverso tempo la questione del prolungamento della presenza dei bambini a scuola, favorendo specialmente quei bambini con famiglie dove entrambi i genitori lavorano e che non sono neanche assistiti dai nonni. Abbiamo proposto un questionario ai genitori degli alunni delle primarie sul tema al quale risposero non più di otto famiglie, per cui non fu possibile iniziare questo servizio». L’assessore conclude dicendo: «Stiamo nuovamente lavorando per riproporre un progetto simile con una sinergia di risorse economiche e professionali Comune-scuola-famiglia».(d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.