Niente spaccio nel suo bar, assolto

14 Luglio 2023

Per tre mesi il locale venne chiuso, per il giudice il fatto non sussiste

SILVI. Era finito a processo con l’accusa di aver violato l’articolo 79 del Dpr 309( una normativa del 1990) che sanziona l’agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti: per l’autorità giudiziaria, infatti, nel suo locale si spacciava e consumava hascisc anche davanti a minorenni. Accusa da cui ieri l’uomo è stato del tutto assolto.
Nel 2017 per tre mesi il bar Iguana di Silvi venne chiuso proprio perché l’ipotesi di reato contestata al gestore, appunto l’agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti, prevede proprio la possibilità da parte del giudice di emettere la misura interdittiva della chiusura del locale in anticipo rispetto ai tempi di un processo e alla pena accessoria della chiusura del locale nel caso di una condanna. Da allora per Patrizio Raimondi, gestore del locale, iniziò una lunga vicenda processuale che si è conclusa ieri con l’assoluzione con la formula più ampia del fatto non sussiste.
E alla sentenza pronunciata dal giudice monocratico Emanuele Ursini l’uomo non ha trattenuto le lacrime. Difeso dall’avvocato Monica Passamonti, il commerciante ha sempre respinto le accuse sostenendo che nel suo locale non c’è mai stato spaccio e consumo. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati ascoltati decine di testi che, a differenza di quanto riportato nei verbali di sommaria informazione redatti nel corso delle indagini preliminari, hanno escluso fatti di spaccio e consumo nel locale sostenendo di non aver mai dichiarato quanto invece riportato nei verbali delle sommarie informazioni. E per questo l’avvocato Passamonti, nel corso della sua arringa, ha chiesto che gli atti fossero rimessi alla Procura per tutti gli accertamenti che saranno ritenuti necessari. Richiesta, quella della difesa, che è stata accolta dal giudice. (d.p.)
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