«Nino Di Matteo, una pagina nera»
I 5 Stelle: scandaloso non dare la cittadinanza onoraria al pm
TERAMO. La bocciatura in blocco da parte del consiglio comunale di tutte le mozioni presentate dalla minoranza continua a scatenare polemiche. Dopo le contestazioni seguite alla mancata approvazione della proposta avanzata da Pd e "Teramo cambia" per consentire ai cittadini di dichiararsi donatori di organi all'atto del rinnovo della carta d'identità, a scagliarsi contro la maggioranza è il grillino Fabio Berardini. Il capogruppo del Movimento 5 stelle considera «un'altra pagina buia nella storia della città» la decisione di non recepire la sua proposta di conferimento della cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, il pm palermitano che ha condotto l'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. La maggioranza ha ritenuto che non ci sia un effettivo legame con la città, che invece risulta negli altri casi di attribuzione del riconoscimento. Secondo Berardini, però, si tratta di una motivazione futile che ha impedito di riaffermare la contrarietà del Comune a qualunque fenomeno mafioso. Il consigliere grillino si è anche unito alla protesta dei sindacati e dei lavoratori della Team a rischio licenziamento denunciando la mancanza di trasparenza sulle indennità percepite dai dirigenti.
Nel corso della seduta Antonio Filipponi (Teramo cambia) ha ricordato che l'ampliamento del cimitero di Sant'Atto è stato annunciato nel 2007 dall'amministrazione ma non è stato ancora avviato. Francesca Chiara Di Timoteo (Pd) ha segnalato i ritardi nel completamento della palestra della scuola elementare Serroni di San Nicolò e nell'allestimento di un'area verde a servizio della struttura. Sulle pessime condizioni della cosiddetta "sala ludica" all'interno dell'ufficio dei servizi sociali del Comune in via D'Annunzio si è soffermata Maria Cristina Marroni. Lo spazio sarebbe sprovvisto di riscaldamento, di un bagno adeguatamente attrezzato e avrebbe giocattoli maldirotti. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

