No all’ampliamento della discarica Il terreno scelto è a rischio frana

2 Ottobre 2019

Atri, dopo il rigetto del comitato Via il consorzio Piomba-Fino resta in silenzio: «Aspettiamo le carte» Esultano invece il Comune e il Wwf che chiede di abbandonare definitivamente il progetto

ATRI. Dopo il parere negativo della Regione Abruzzo (Servizio gestione rifiuti) alla costruzione del terzo invaso pari a 360.000 metri cubi nella discarica Santa Lucia di Atri, e dopo il preavviso di rigetto di ampliamento da parte del comitato tecnico Via (Valutazione di impatto ambientale) riunitosi lunedì scorso e pubblicato ieri, la palla ora passa nelle mani del commissario del consorzio Piomba-Fino Laura D’Alessandro che avrà un lasso di tempo per poter fare delle controdeduzioni alle pronunce regionali. Ieri, raggiunta al telefono, non ha voluto scoprire le carte e i prossimi passi, ed ha affermato: «Prima di pronunciarmi devo leggere gli atti e solo dopo vedremo cosa fare». Intanto arrivano le prime reazioni di esultanza da parte di coloro che hanno lottato per allontanare lo spettro di un ampliamento del sito di raccolta atriano. Il primo cittadino Piergiorgio Ferretti ieri in un post su Facebook ha scritto: «Il no da parte del Via è un passo fondamentale per raggiungere definitivamente l'obiettivo di scongiurare la realizzazione di un nuovo invaso nella nostra città. Un risultato importantissimo raggiunto grazie alla sinergia tra l'amministrazione comunale, comitati cittadini e le associazioni ambientaliste». Proprio il Wwf Teramo ieri in una nota ha evidenziato che «avevamo presentato le nostre osservazioni in merito alla proposta di ampliamento evidenziando come il territorio interessato sia stato da anni destinato dall’amministrazione comunale, dalla Regione, dal ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea alla tutela ambientale con la creazione di una riserva naturale regionale, l’Oasi dei Calanchi di Atri, e di un sito di interesse comunitario ricompreso nella Rete natura 2000. Il Wwf aveva anche segnalato come la localizzazione dell’ampliamento contrastava con moltissimi criteri localizzativi indicati dal Piano regionale dei rifiuti». Il responsabile del settore rifiuti dell’associazione ambientalista Massimo Fraticelli ha aggiunto: «Ora speriamo che il consorzio voglia definitivamente accantonare questo progetto e dedicarsi alla messa in sicurezza delle due discariche esistenti».
Tra le considerazioni diffuse ieri dai tecnici del Via è stato evidenziato come «l’area oggetto di ampliamento rientri in aree sottoposte a rischio idrogeologico e di pregio agricolo» edinoltre che parte dei terreni «siano a rischio frana», e che siano all’interno di una fascia di rispetto stradale, ed inoltre «che la zona disti appena 400 metri dal sito Sic “Calanchi di Atri” e che una parte del sito sia oggetto d’intervento a 150 metri dal fosso Campratone». E per concludere che «gli stadi idrogeologici non sono idonei a dimostrare l’assenza sottostante di falde acquifere».
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